CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 01/04/2019 Lettura: ~2 min

Risonanza Magnetica Cardiaca e Immagini nei Pazienti in Emodialisi: Cosa Si Osserva?

Fonte
J Nephrol. 2019 Feb 18. doi: 10.1007/s40620-019-00593-3.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Luca Di Lullo Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1206 Sezione: 60

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha analizzato il cuore e i vasi sanguigni di persone che iniziano o che sono in trattamento di emodialisi, una procedura usata per chi ha problemi ai reni. Lo scopo è capire come la dialisi influenzi il cuore e i vasi, usando tecniche di imaging avanzate.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha confrontato tre gruppi di persone:

  • 15 pazienti in emodialisi da più di 7,5 anni (dialisi di lunga durata)
  • 15 pazienti che hanno appena iniziato l'emodialisi
  • 15 persone senza problemi di dialisi (gruppo di controllo)

Per tutti i pazienti sono state esaminate:

  • La forma e la struttura del cuore (morfologia cardiaca)
  • La funzione del muscolo cardiaco (miocardio)
  • Il grado di fibrosi, cioè la presenza di tessuto cicatriziale nel cuore, valutato con una tecnica chiamata risonanza magnetica cardiaca (CMR) usando sequenze speciali (T1)
  • Le dimensioni e l’elasticità dell’aorta ascendente, il grande vaso che esce dal cuore
  • La presenza di calcificazioni nelle arterie coronarie, cioè depositi di calcio che possono ostacolare il flusso sanguigno, valutate con la tomografia computerizzata (TC)

Cosa è stato osservato

  • I pazienti che hanno appena iniziato la dialisi mostrano un aumento della massa del ventricolo sinistro, cioè la parte del cuore che pompa il sangue al corpo, e dimensioni maggiori dell’aorta ascendente.
  • Questi pazienti hanno anche una ridotta elasticità dell’aorta, che significa che il vaso è meno flessibile.
  • I pazienti con dialisi da lungo tempo hanno un punteggio più alto di calcificazioni coronariche (CAC score), cioè più depositi di calcio nelle arterie del cuore.
  • Entrambi i gruppi di pazienti in dialisi mostrano simili livelli di fibrosi cardiaca e di edema perivasale (accumulo di liquido intorno ai vasi), oltre a una funzione del ventricolo sinistro ridotta rispetto al gruppo di controllo.
  • La funzione ridotta è evidenziata da valori più bassi della frazione di eiezione sistolica (la quantità di sangue che il cuore pompa ad ogni battito) e dal global longitudinal strain (GLS), un indicatore della capacità del cuore di rilassarsi e riempirsi correttamente.

Cosa significa tutto questo

I pazienti che iniziano l’emodialisi hanno un cuore con una massa maggiore e un’aorta meno elastica, condizioni che possono influenzare la salute cardiovascolare. Chi è in dialisi da più tempo, invece, mostra più calcificazioni nelle arterie coronarie e un maggiore tessuto cicatriziale nel cuore.

In conclusione

Lo studio evidenzia che l’emodialisi, sia all’inizio che dopo anni di trattamento, è associata a cambiamenti importanti nel cuore e nei vasi sanguigni. Questi cambiamenti sono diversi a seconda del tempo trascorso in dialisi, ma in entrambi i casi il cuore mostra segni di stress e alterazioni che meritano attenzione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Luca Di Lullo

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA