Che cosa è stato studiato
Lo studio ha confrontato tre gruppi di persone:
- 15 pazienti in emodialisi da più di 7,5 anni (dialisi di lunga durata)
- 15 pazienti che hanno appena iniziato l'emodialisi
- 15 persone senza problemi di dialisi (gruppo di controllo)
Per tutti i pazienti sono state esaminate:
- La forma e la struttura del cuore (morfologia cardiaca)
- La funzione del muscolo cardiaco (miocardio)
- Il grado di fibrosi, cioè la presenza di tessuto cicatriziale nel cuore, valutato con una tecnica chiamata risonanza magnetica cardiaca (CMR) usando sequenze speciali (T1)
- Le dimensioni e l’elasticità dell’aorta ascendente, il grande vaso che esce dal cuore
- La presenza di calcificazioni nelle arterie coronarie, cioè depositi di calcio che possono ostacolare il flusso sanguigno, valutate con la tomografia computerizzata (TC)
Cosa è stato osservato
- I pazienti che hanno appena iniziato la dialisi mostrano un aumento della massa del ventricolo sinistro, cioè la parte del cuore che pompa il sangue al corpo, e dimensioni maggiori dell’aorta ascendente.
- Questi pazienti hanno anche una ridotta elasticità dell’aorta, che significa che il vaso è meno flessibile.
- I pazienti con dialisi da lungo tempo hanno un punteggio più alto di calcificazioni coronariche (CAC score), cioè più depositi di calcio nelle arterie del cuore.
- Entrambi i gruppi di pazienti in dialisi mostrano simili livelli di fibrosi cardiaca e di edema perivasale (accumulo di liquido intorno ai vasi), oltre a una funzione del ventricolo sinistro ridotta rispetto al gruppo di controllo.
- La funzione ridotta è evidenziata da valori più bassi della frazione di eiezione sistolica (la quantità di sangue che il cuore pompa ad ogni battito) e dal global longitudinal strain (GLS), un indicatore della capacità del cuore di rilassarsi e riempirsi correttamente.
Cosa significa tutto questo
I pazienti che iniziano l’emodialisi hanno un cuore con una massa maggiore e un’aorta meno elastica, condizioni che possono influenzare la salute cardiovascolare. Chi è in dialisi da più tempo, invece, mostra più calcificazioni nelle arterie coronarie e un maggiore tessuto cicatriziale nel cuore.
In conclusione
Lo studio evidenzia che l’emodialisi, sia all’inizio che dopo anni di trattamento, è associata a cambiamenti importanti nel cuore e nei vasi sanguigni. Questi cambiamenti sono diversi a seconda del tempo trascorso in dialisi, ma in entrambi i casi il cuore mostra segni di stress e alterazioni che meritano attenzione.