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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/05/2019 Lettura: ~3 min

Nuove prospettive nel trattamento della dislipidemia nei pazienti con malattia renale cronica: primi dati sugli anticorpi monoclonali anti-PCSK9

Fonte
Luca Di Lullo, UOC Nefrologia e Dialisi, Ospedale "Parodi – Delfino", Colleferro

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Luca Di Lullo Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1207 Sezione: 60

Introduzione

La dislipidemia, cioè l'alterazione dei grassi nel sangue, è un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, soprattutto nei pazienti con malattia renale cronica. Recenti studi hanno mostrato risultati promettenti sull'uso di nuovi farmaci, gli anticorpi monoclonali anti-PCSK9, per migliorare il trattamento di questi pazienti. In questo testo spiegheremo in modo semplice le caratteristiche di questa condizione e le novità terapeutiche.

Che cosa significa dislipidemia nella malattia renale cronica (CKD)

Nei pazienti con malattia renale cronica, il profilo dei grassi nel sangue è particolare:

  • i trigliceridi sono spesso elevati;
  • il colesterolo HDL, detto "colesterolo buono", è ridotto e spesso funziona male;
  • il colesterolo LDL, chiamato "colesterolo cattivo", e il colesterolo totale sono generalmente normali.

Questa situazione favorisce processi infiammatori, formazione di coaguli e danni ai tessuti, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari.

Rischio cardiovascolare nei pazienti con CKD

Il rischio di problemi cardiaci cresce con la gravità della malattia renale. Le linee guida europee indicano:

  • pazienti con CKD grave (filtrato glomerulare < 30 ml/min) a rischio molto elevato;
  • pazienti con CKD moderata (filtrato tra 30 e 49 ml/min) a rischio elevato.

Anche se il colesterolo LDL non è molto alto, ogni aumento di 40 mg/dl comporta un aumento del 20% del rischio cardiovascolare. Per questo è importante mantenere il colesterolo LDL sotto certi valori, come 70 mg/dl per chi ha un rischio molto alto.

Trattamenti attuali e loro limiti

Negli anni sono stati fatti progressi con le statine, farmaci che abbassano il colesterolo LDL, con risultati importanti nella riduzione di mortalità e eventi cardiovascolari. Lo studio SHARP ha mostrato che la combinazione di due farmaci, Ezetimibe e Simvastatina, è efficace anche nei pazienti con funzione renale compromessa.

Tuttavia, le statine possono causare effetti collaterali muscolari, soprattutto nei pazienti con CKD, portando spesso alla sospensione del trattamento.

Nuovi farmaci: anticorpi monoclonali anti-PCSK9

Recentemente sono stati introdotti nuovi farmaci chiamati anticorpi monoclonali anti-PCSK9, come Alirocumab ed Evolocumab. Questi agiscono su una proteina che regola i recettori del colesterolo LDL, aiutando a ridurre ulteriormente i livelli di questo colesterolo nel sangue.

Studi recenti, come lo studio Fourier, hanno mostrato che questi farmaci possono ridurre il colesterolo LDL fino al 59% rispetto ai livelli iniziali, con una diminuzione significativa degli eventi cardiovascolari.

Applicazione nei pazienti con CKD grave

Fino a poco tempo fa, l'uso di questi nuovi farmaci era limitato nei pazienti con CKD grave (filtrato glomerulare sotto 30 ml/min) a causa della mancanza di dati. Tuttavia, un recente studio ha dimostrato che dopo la somministrazione di Evolocumab, i livelli del farmaco e i suoi effetti sono simili anche nei pazienti con CKD severa, inclusi quelli in dialisi.

In conclusione

Le alterazioni dei grassi nel sangue nei pazienti con malattia renale cronica aumentano il rischio di malattie cardiache. I trattamenti tradizionali con statine hanno migliorato la situazione, ma presentano limiti soprattutto in questa popolazione. I nuovi anticorpi monoclonali anti-PCSK9 rappresentano una promettente opportunità per ridurre ulteriormente il colesterolo LDL anche nei pazienti con malattia renale grave, offrendo nuove possibilità di cura per questi pazienti complessi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Luca Di Lullo

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