Il trattamento dell'angina stabile
L'angina stabile è un disturbo cardiaco che colpisce circa il 4-5% della popolazione. Può causare dolore al petto e varia molto da persona a persona. In alcuni casi, anche con le cure mediche o interventi per migliorare il flusso di sangue al cuore, i sintomi possono persistere.
Le cause dell'angina sono diverse e includono:
- ostruzioni nelle arterie coronarie (aterosclerosi),
- problemi nei piccoli vasi del cuore (angina microvascolare),
- spasmi delle arterie coronarie (angina vasospastica).
Per curare l'angina si usano diversi farmaci, come beta bloccanti, calcio antagonisti, nitrati e altri, che devono essere scelti con attenzione in base alle caratteristiche di ogni paziente.
Le linee guida europee e americane raccomandano anche di adottare uno stile di vita sano insieme alla terapia medica. L'esame chiamato coronarografia, che permette di vedere le arterie del cuore, va fatto solo in casi selezionati, quando altri test mostrano problemi di circolazione.
Alcuni studi indicano che la chirurgia per migliorare il flusso sanguigno al cuore può dare risultati migliori rispetto solo ai farmaci. Tuttavia, non è chiaro se l’angioplastica, un intervento meno invasivo, sia più efficace della sola terapia medica. Uno studio chiamato ORBITA ha mostrato che, in alcuni pazienti, l’angioplastica non migliora i sintomi o la capacità di fare sforzi rispetto ai farmaci.
Questi dati sottolineano la necessità di sviluppare nuove strategie per curare meglio l'angina stabile.
Nuove terapie per abbassare il colesterolo
Negli ultimi anni sono stati sviluppati farmaci innovativi per ridurre il colesterolo, diversi dalle statine tradizionali. Due di questi farmaci, evolocumab e alirocumab, sono anticorpi monoclonali che agiscono bloccando una proteina chiamata PCSK9. Questa proteina normalmente riduce la capacità del fegato di eliminare il colesterolo LDL, quello "cattivo". Bloccandola, questi farmaci aiutano il fegato a eliminare più colesterolo LDL dal sangue.
Studi recenti hanno dimostrato che aggiungere evolocumab alle statine riduce ulteriormente il colesterolo LDL e abbassa il rischio di eventi cardiovascolari in persone con malattie del cuore. Alirocumab ha mostrato risultati simili, specialmente in pazienti che hanno avuto un recente infarto o altre sindromi coronariche acute.
Un altro farmaco, chiamato inclisiran, è ancora in fase di studio.
Le linee guida raccomandano di usare le statine come prima scelta per abbassare il colesterolo, eventualmente associate all’ezetimibe se il colesterolo rimane alto. Gli inibitori di PCSK9 sono indicati in casi particolari, come l’ipercolesterolemia familiare, intolleranza alle statine o quando non si raggiungono i livelli desiderati con le terapie standard.
Questi nuovi farmaci rappresentano un’importante risorsa per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, sia per prevenire che per curare chi ha già problemi al cuore.
Valutazione e gestione della sincope
La sincope, cioè la perdita di coscienza improvvisa, è causata da una temporanea riduzione del flusso di sangue al cervello, spesso legata a una pressione arteriosa troppo bassa. Può avere cause diverse, da episodi benigni a segnali di problemi cardiaci seri.
Le nuove linee guida europee del 2018 raccomandano un percorso diagnostico accurato, iniziando dal pronto soccorso, per valutare il rischio di ogni paziente. Solo chi ha un rischio medio-alto dovrebbe essere monitorato in modo intensivo, mentre il ricovero in unità specializzate per la sincope va riservato ai casi più complessi.
Un team di specialisti (cardiologi, neurologi, internisti e altri) sottolinea l’importanza di una valutazione multidisciplinare per studiare al meglio questi pazienti.
Tra gli esami disponibili, il Tilt Test, che valuta la risposta del corpo al cambiamento di posizione, ha perso un po’ di importanza. Al contrario, è molto utile il monitoraggio cardiaco prolungato con un piccolo dispositivo chiamato loop recorder, che registra l’attività del cuore per lunghi periodi. Questo aiuta a capire se la sincope è causata da problemi del ritmo cardiaco.
Il loop recorder è anche consigliato al posto dei defibrillatori impiantabili in alcuni pazienti con malattie cardiache a basso rischio di morte improvvisa.
Adattare il percorso diagnostico e terapeutico alle esigenze di ogni persona permette di risparmiare risorse e ottenere risultati migliori.
In conclusione
Le novità presentate a CardioLucca 2019 mostrano come la ricerca cardiovascolare stia progredendo in diversi ambiti:
- migliorare il trattamento dell’angina stabile con terapie personalizzate;
- utilizzare nuovi farmaci efficaci per abbassare il colesterolo e ridurre il rischio di eventi cardiaci;
- ottimizzare la valutazione e la gestione della sincope per garantire cure più mirate e sicure.
Questi progressi aiutano a offrire cure sempre più efficaci e adatte a ogni paziente.