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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/06/2019 Lettura: ~2 min

La soglia di età per il rischio embolico varia da persona a persona

Fonte
Chao T-F - Eur Heart J 2019; 40: 1504–1514.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Urbinati Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1129 Sezione: 34

Introduzione

Uno studio recente ha analizzato come l'età influisce sul rischio di eventi embolici in persone con alcuni fattori di rischio. I risultati mostrano che la soglia di età da considerare per valutare questo rischio può essere diversa per ogni individuo. Questo ci aiuta a capire meglio come personalizzare la prevenzione.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori di Taipei ha esaminato i dati di oltre 300.000 pazienti seguiti per 14 anni. Tra questi, hanno selezionato circa 70.000 persone che avevano al massimo un fattore di rischio tra ipertensione (pressione alta), diabete, insufficienza cardiaca o problemi alle arterie. Hanno poi osservato quante di queste persone hanno avuto un ictus ischemico, cioè un blocco del flusso di sangue al cervello causato da un coagulo.

Cosa hanno scoperto

  • Il rischio medio di ictus era circa lo 0,9% all'anno.
  • Il rischio di eventi embolici aumenta con l'età, ma la soglia precisa varia a seconda del fattore di rischio presente.
  • Nella popolazione asiatica studiata, l'età da considerare come punto critico dovrebbe essere abbassata a 60 anni.
  • In particolare, il rischio aumenta intorno ai 35 anni se c'è insufficienza cardiaca, a 50 anni se c'è diabete o ipertensione, e a 55 anni in caso di problemi alle arterie.

Perché è importante

Questi risultati mettono in discussione l'uso standardizzato di uno strumento chiamato CHA2DS2-VASc, che viene usato per valutare il rischio di coaguli nelle persone con fibrillazione atriale (un tipo di aritmia cardiaca). Questo punteggio è semplice da usare, ma potrebbe non essere abbastanza preciso per tutte le popolazioni e situazioni.

Altri metodi più recenti, come gli score Engage, ABC o quelli del registro Garfield AF, potrebbero offrire una valutazione più completa del rischio.

Cosa significa per il futuro

La decisione di iniziare una terapia anticoagulante (che aiuta a prevenire i coaguli) dovrebbe essere rivista e personalizzata, tenendo conto di queste nuove informazioni. Questo rappresenta una sfida per gli esperti che preparano le prossime linee guida, che potrebbero adottare un approccio più attento e specifico nella valutazione del rischio embolico.

In conclusione

Lo studio suggerisce che la soglia di età per aumentare il rischio di coaguli varia a seconda dei fattori di rischio individuali. L'attuale metodo di valutazione del rischio potrebbe non essere adatto a tutti e nuove strategie più personalizzate sono necessarie per una migliore prevenzione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Urbinati

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