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Articolo per pazienti Pubblicato: 09/07/2019 Lettura: ~3 min

Rischio cardiovascolare residuo dopo un evento

Fonte
Dati e studi citati dall'Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD), Rapporto Meridiano Sanità 2018, studio EUROASPIRE V, studio FOURIER, studio EBBINGHAUS.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 989 Sezione: 22

Introduzione

Dopo un evento cardiovascolare come un infarto o un ictus, è molto importante continuare a prendersi cura della propria salute per prevenire nuovi problemi. Tuttavia, molte persone non ricevono un supporto adeguato dopo essere uscite dall'ospedale. Questo testo spiega perché è fondamentale seguire un percorso di prevenzione e quali sono le nuove terapie disponibili per ridurre il rischio di ulteriori eventi.

Che cosa significa rischio cardiovascolare residuo

Il rischio cardiovascolare residuo è il rischio che rimane di avere un nuovo problema al cuore o ai vasi sanguigni anche dopo aver ricevuto cure e trattamenti. Questo rischio è particolarmente alto nelle persone che hanno già avuto un evento come un infarto o un ictus.

La situazione attuale

  • Negli ultimi decenni, grazie ai progressi della medicina, la mortalità per malattie cardiache e ictus è diminuita di molto.
  • Tuttavia, queste malattie restano la prima causa di morte e di problemi di salute nel mondo.
  • In Europa, nel 2015, oltre 5 milioni di persone sono morte per malattie cardiovascolari.
  • In Italia, ogni anno muoiono circa 850-900 persone ogni 100.000 abitanti per queste cause.

Questi dati mostrano che si è migliorata la gestione delle emergenze, ma è necessario concentrarsi anche sulla cura a lungo termine delle persone che hanno avuto un evento cardiovascolare.

Perché è importante la prevenzione secondaria

Quando una persona ha avuto un infarto o un ictus, diventa un paziente cronico con un rischio elevato di nuovi eventi, che possono essere più gravi e costosi da trattare.

  • Circa il 10% di questi pazienti ha un nuovo evento entro un anno.
  • Il 20% ne ha uno entro quattro anni.

Per questo, la prevenzione secondaria – cioè le cure e le attenzioni dopo il primo evento – è fondamentale per migliorare la qualità della vita e ridurre i costi sociali.

Le difficoltà nella gestione dopo la dimissione

Molti pazienti non vengono inseriti in un percorso organizzato che segua la loro salute dopo l'uscita dall'ospedale. Questo può portare a:

  • Trattamenti non adeguati.
  • Bassa adesione alle terapie prescritte.
  • Stili di vita non corretti.

Ad esempio, mentre il controllo della pressione arteriosa è migliorato, il trattamento del colesterolo alto (ipercolesterolemia) non è ancora ottimale. Circa la metà dei pazienti non raggiunge i livelli raccomandati di colesterolo LDL, che è il cosiddetto "colesterolo cattivo".

L'importanza di mantenere bassi i livelli di colesterolo LDL

Per ridurre il rischio di nuovi eventi, è importante mantenere il colesterolo LDL sotto una certa soglia, idealmente sotto i 70 mg/dl. Lo studio EUROASPIRE V ha mostrato che, nonostante l'uso diffuso di farmaci per abbassare il colesterolo, solo il 32% dei pazienti in prevenzione secondaria raggiunge questo obiettivo.

Inoltre, molti pazienti smettono di assumere correttamente i farmaci nel tempo, perdendo così i benefici della terapia.

Le cause della bassa adesione alle terapie

  • Scarsa attenzione al controllo del colesterolo da parte di medici e pazienti.
  • Mancanza di percorsi organizzati per seguire i pazienti dopo la dimissione.
  • Scarsa comunicazione tra ospedale e assistenza territoriale.
  • Informazioni insufficienti o poco chiare per i pazienti.

Questi fattori possono far sottovalutare la gravità della situazione e ridurre la motivazione a seguire le cure.

Nuove terapie per l'ipercolesterolemia

Recentemente sono stati sviluppati farmaci innovativi chiamati inibitori di PCSK9, come Evolocumab e Alirocumab, che agiscono su una proteina importante per regolare il colesterolo LDL nel sangue.

Questi farmaci, somministrati con un'iniezione sotto la pelle, possono ridurre il colesterolo LDL fino al 60%.

Lo studio FOURIER ha dimostrato che, in pazienti con malattia cardiovascolare, l'uso di Evolocumab ha ridotto significativamente il rischio di nuovi infarti, ictus e altre complicazioni.

Inoltre, lo studio EBBINGHAUS ha confermato che questi farmaci non causano problemi alla memoria o ad altre funzioni cognitive, anche a livelli molto bassi di colesterolo LDL.

In conclusione

Dopo un evento cardiovascolare, è essenziale seguire un percorso di prevenzione strutturato per ridurre il rischio di nuovi problemi. Mantenere sotto controllo i fattori di rischio, in particolare il colesterolo LDL, è fondamentale. Nuove terapie efficaci possono aiutare a raggiungere questo obiettivo, migliorando la salute e la qualità della vita dei pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giuseppe Marazzi

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