Che cosa ha studiato lo studio STICH
Lo studio STICH ha confrontato due modi di trattare persone con una funzione cardiaca ridotta (frazione di eiezione del ventricolo sinistro ≤ 35%).
- Un gruppo ha ricevuto un intervento chirurgico chiamato bypass coronarico insieme ai farmaci.
- L'altro gruppo ha ricevuto solo i farmaci.
Lo studio ha mostrato che il bypass coronarico è più efficace nel migliorare la sopravvivenza e ridurre i problemi cardiaci rispetto ai soli farmaci.
Perché è stata analizzata la precedente angioplastica (PCI)
Alcune ricerche precedenti avevano suggerito che chi aveva già fatto un'angioplastica (un intervento per aprire le arterie del cuore) prima del bypass coronarico poteva avere risultati peggiori. Per questo motivo, i ricercatori hanno voluto capire se questo fosse vero anche nello studio STICH.
Cosa hanno trovato i ricercatori
Hanno analizzato 1.212 pazienti seguiti per circa 10 anni. Di questi, 156 avevano già fatto un'angioplastica prima dello studio.
I risultati principali sono stati:
- La presenza di una precedente angioplastica non ha modificato il vantaggio della chirurgia rispetto ai soli farmaci.
- La mortalità per tutte le cause e quella dovuta a problemi cardiaci erano simili tra chi aveva fatto o meno l'angioplastica prima.
- Chi ha fatto bypass coronarico ha avuto meno ricoveri per problemi cardiaci, indipendentemente dalla precedente angioplastica.
Cosa significa questo per i pazienti
Il fatto di aver fatto un'angioplastica in passato non cambia i benefici che si possono ottenere con un intervento di bypass coronarico in persone con problemi seri al cuore.
In conclusione
Lo studio STICH conferma che la rivascolarizzazione chirurgica con bypass coronarico è superiore al solo trattamento medico in pazienti con funzione cardiaca ridotta. Inoltre, una precedente angioplastica non influenza negativamente questi risultati, mantenendo quindi la validità della chirurgia come opzione efficace.