Che cosa sono le nuove linee guida
Le linee guida aggiornate riflettono i risultati positivi di grandi studi clinici su nuovi farmaci per il diabete che aiutano a ridurre i problemi legati al cuore e ai vasi sanguigni. Rispetto alla versione precedente del 2013, queste raccomandazioni:
- Introducono nuovi farmaci per il diabete come opzioni importanti nella cura.
- Non considerano più la metformina come unico trattamento iniziale per tutti i pazienti.
- Classificano il rischio cardiovascolare (problemi al cuore e ai vasi) in tre livelli: medio, alto e molto alto, invece della vecchia distinzione tra prevenzione primaria e secondaria.
Come viene valutato il rischio cardiovascolare
Il rischio cardiovascolare nei pazienti con diabete viene ora valutato tenendo conto di diversi fattori, come la durata del diabete e la presenza di altre malattie o danni agli organi. In particolare:
- Rischio medio: persone giovani, senza altri fattori di rischio e con diabete da meno di 10 anni.
- Rischio alto: persone con diabete da più di 10 anni e almeno un altro fattore di rischio, ma senza danni agli organi.
- Rischio molto alto: persone con malattie cardiovascolari già presenti, danni agli organi o diabete di tipo 1 da oltre 20 anni.
Nuovi farmaci e cambiamenti nella terapia
Gli studi suggeriscono che i nuovi farmaci, come gli inibitori del SGLT2 e gli agonisti del recettore GLP-1, sono particolarmente utili per i pazienti con diabete di tipo 2 che hanno un rischio cardiovascolare alto o molto alto. Questi farmaci possono essere usati da soli o insieme alla metformina. In particolare:
- Gli agonisti del recettore GLP-1 aiutano a ridurre eventi legati all'arteriosclerosi, cioè l'indurimento e il restringimento delle arterie.
- Gli inibitori del SGLT2 sembrano proteggere soprattutto dal rischio di insufficienza cardiaca, cioè quando il cuore fatica a pompare il sangue.
Altri aggiornamenti importanti
- Non si parla più di prevenzione primaria o secondaria, ma di livelli di rischio per le malattie cardiovascolari.
- L'uso dell'aspirina non è raccomandato per chi ha un rischio moderato, ma può essere valutato per chi ha un rischio alto o molto alto.
- Per i pazienti ad alto rischio con colesterolo LDL alto nonostante la terapia con statine, si può considerare l'uso di inibitori del PCSK9, un tipo di farmaco che aiuta a ridurre il colesterolo.
- Lo studio COMPASS ha mostrato che l'uso combinato di rivaroxaban e aspirina può essere utile per prevenire problemi cardiovascolari a lungo termine in alcune persone con malattia coronarica stabile.
L'importanza del controllo del glucosio
Anche se ci sono molte novità nella gestione del rischio cardiovascolare, è importante non dimenticare il controllo della glicemia, cioè il livello di zucchero nel sangue. Mantenere questo livello sotto controllo aiuta a prevenire danni ai piccoli vasi sanguigni, che possono colpire occhi, nervi e reni. Le linee guida consigliano di mantenere l'emoglobina glicata (un indicatore del controllo del glucosio) sotto il 7%, soprattutto nei giovani adulti con diabete da poco tempo.
In conclusione
Le nuove linee guida ESC e EASD offrono un approccio più personalizzato e aggiornato per la gestione del diabete e la prevenzione delle malattie cardiovascolari. La classificazione del rischio in tre livelli aiuta a scegliere le terapie più adatte, compresi nuovi farmaci efficaci. Inoltre, il controllo del glucosio rimane un elemento fondamentale per prevenire complicazioni a lungo termine.