Che cosa è stato studiato
I ricercatori hanno analizzato diversi studi clinici in cui persone hanno assunto vitamina D per almeno un anno, confrontandole con altre che hanno ricevuto un placebo (una sostanza senza effetti). In totale, sono stati considerati 21 studi con oltre 83.000 partecipanti, di cui circa la metà ha preso vitamina D e l'altra metà il placebo.
Quali risultati sono stati osservati
- Non è stata trovata alcuna differenza significativa nel rischio di eventi cardiovascolari maggiori, come infarto o ictus, tra chi ha preso vitamina D e chi no.
- Non è cambiato il numero di infarti o ictus verificatisi.
- Non è stata osservata una riduzione della mortalità per problemi cardiaci o per qualsiasi altra causa.
I risultati sono stati simili indipendentemente dal sesso, dal livello iniziale di vitamina D nel sangue, dalla dose assunta o dal fatto che la vitamina D fosse data ogni giorno o in dosi più grandi a intervalli.
Cosa significa tutto questo
Questi dati indicano che, anche se bassi livelli di vitamina D nel sangue sono stati associati in passato a un rischio maggiore di problemi cardiaci, assumere integratori di vitamina D non sembra proteggere il cuore o ridurre il rischio di eventi gravi.
In conclusione
L'integrazione con vitamina D non offre una protezione significativa contro le malattie cardiovascolari o la morte correlata a queste condizioni. Quindi, prendere vitamina D con l'obiettivo di migliorare la salute del cuore non è supportato da queste evidenze scientifiche.