CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 06/09/2019 Lettura: ~2 min

ICD precoce dopo infarto STEMI trattato con PCI primaria migliora la sopravvivenza

Fonte
Fonte: ESC 2019 - scientific session.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio recente ha mostrato che l'impianto precoce di un defibrillatore cardiaco (ICD) in pazienti ad alto rischio dopo un infarto del cuore trattato con angioplastica primaria può migliorare significativamente la sopravvivenza. Questo risultato è importante per capire come proteggere meglio chi ha subito un infarto grave.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha coinvolto 266 pazienti con un infarto del cuore di tipo STEMI, considerati ad alto rischio, trattati con una procedura chiamata PCI primaria, che serve a riaprire le arterie bloccate. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto l'impianto precoce di un defibrillatore cardiaco (ICD), l'altro ha continuato con le cure mediche standard senza ICD.

Risultati principali

  • L'impianto precoce di ICD ha ridotto del 48% la mortalità per tutte le cause rispetto alle cure standard.
  • Il beneficio maggiore è stato osservato nella riduzione delle morti causate da problemi cardiaci.
  • Non ci sono stati decessi legati direttamente all'impianto del dispositivo.
  • Le complicazioni più comuni sono state infezioni locali nella zona dell'impianto, ma sono state rare (2,3%).

Quando è sicuro impiantare l'ICD

L'impianto non deve avvenire nelle prime settimane dopo l'infarto, perché in quel periodo i pazienti possono morire per insufficienza cardiaca o altre complicazioni. Lo studio ha impiantato l'ICD in media dopo 50 giorni dall'infarto, un momento considerato sicuro e fattibile.

Chi può beneficiare dell'ICD precoce

Il beneficio è stato particolarmente evidente in pazienti con una funzione del cuore moderatamente ridotta, misurata con la frazione di eiezione del ventricolo sinistro (LVEF) tra il 30% e il 45%. Anche chi non mostrava segni evidenti di insufficienza cardiaca poteva trarne vantaggio.

Importanza della valutazione del rischio

Per decidere chi può beneficiare dell'ICD precoce, è importante valutare diversi fattori oltre alla frazione di eiezione, come il flusso sanguigno nelle arterie coronarie (flusso TIMI), la gravità dell'insufficienza cardiaca (classe Killip) e altri esami di imaging come la risonanza magnetica.

Durata del beneficio e miglioramento della funzione cardiaca

Lo studio ha seguito i pazienti per circa 9 anni e ha mostrato che il beneficio dell'ICD si mantiene nel tempo. Inoltre, quasi la metà dei pazienti ha mostrato un miglioramento della funzione cardiaca dopo 18 mesi, ma il beneficio dell'ICD è rimasto comunque evidente.

In conclusione

L'impianto precoce di un defibrillatore cardiaco in pazienti ad alto rischio dopo un infarto STEMI trattato con PCI primaria può ridurre significativamente la mortalità, soprattutto per cause cardiache. La scelta del momento giusto e la valutazione attenta del rischio sono fondamentali per ottenere i migliori risultati. Questi dati suggeriscono un possibile cambiamento nelle raccomandazioni, ma sono necessari studi più ampi per confermare questi risultati.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA