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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/09/2019 Lettura: ~2 min

Terapia con beta-bloccanti dopo infarto: benefici solo se iniziata entro un anno

Fonte
Sorbets E et al. Eur Heart J. 2019 May 7; 40(18): 1399–1407. doi: 10.1093/eurheartj/ehy811.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha valutato l'efficacia dei farmaci beta-bloccanti e calcio antagonisti in persone con problemi al cuore legati a precedenti infarti o malattie delle coronarie. L'obiettivo è capire quando questi farmaci possono aiutare a ridurre il rischio di morte.

Che cosa sono i beta-bloccanti e i calcio antagonisti

I beta-bloccanti e i calcio antagonisti sono due tipi di farmaci usati per trattare le malattie delle arterie del cuore, in particolare nei pazienti con coronaropatia stabile, cioè con problemi al cuore ma senza sintomi gravi o acuti.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha analizzato i dati di oltre 32.000 pazienti con coronaropatia stabile, seguiti per 5 anni. Questi pazienti avevano avuto un infarto, un intervento chirurgico al cuore o un restringimento significativo delle arterie coronarie almeno da tre mesi prima dell'inizio dello studio.

Risultati principali

  • Il 78% dei pazienti assumeva beta-bloccanti.
  • Non è stata trovata una riduzione significativa della mortalità generale o cardiovascolare in chi assumeva beta-bloccanti rispetto a chi non li assumeva.
  • Il beneficio dei beta-bloccanti dipendeva dal tempo trascorso dall'infarto:
    • Nei pazienti che avevano avuto un infarto da meno di un anno, i beta-bloccanti riducevano significativamente il rischio di morte.
    • Nei pazienti con infarto avvenuto da più di un anno, i beta-bloccanti non mostravano benefici sulla mortalità.
  • I calcio antagonisti, assunti da circa un quarto dei pazienti, non hanno mostrato effetti significativi sulla mortalità, indipendentemente dal tempo dall'evento cardiaco.

Cosa significa per i pazienti

Questi risultati indicano che i beta-bloccanti possono essere utili per ridurre il rischio di morte se iniziati entro un anno dall'infarto. Se la terapia inizia dopo più di un anno dall'evento, non sembra offrire vantaggi in termini di sopravvivenza. I calcio antagonisti non sembrano influire sulla mortalità in questi pazienti.

In conclusione

In pazienti con coronaropatia stabile, i beta-bloccanti riducono il rischio di morte solo se la terapia viene iniziata entro un anno dall'infarto. Se la terapia inizia più tardi, non si osservano benefici sulla sopravvivenza. I calcio antagonisti non mostrano effetti sulla mortalità in questo gruppo di pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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