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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/09/2019 Lettura: ~3 min

Doppia anti-aggregazione piastrinica dopo infarto: a chi e quando

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Il congresso Campus Cuore 2019 a Napoli ha discusso l'uso della doppia anti-aggregazione piastrinica dopo infarto, basandosi sui dati dello studio PEGASUS e sull'esperienza clinica per identificare i pazienti più a rischio e che possono beneficiare maggiormente di questa terapia.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Marino Scherillo Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

La doppia anti-aggregazione piastrinica è una terapia importante per chi ha avuto un infarto. Recenti studi e incontri scientifici hanno approfondito quando e per chi questa cura è più utile, per prevenire nuovi problemi al cuore e al cervello.

Che cos'è la doppia anti-aggregazione piastrinica dopo infarto

Dopo un infarto miocardico acuto (IMA), cioè un attacco al cuore, è comune usare una terapia chiamata doppia anti-aggregazione piastrinica. Questa consiste nell'assumere due farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue, riducendo il rischio di nuovi infarti o altri eventi come ictus.

Il congresso Campus Cuore 2019

Nel 2019 a Napoli si è svolto il congresso Campus Cuore, un importante incontro di cardiologi esperti e giovani professionisti. Qui si è discusso molto su come usare al meglio questa terapia, soprattutto oltre il primo anno dall'infarto.

Perché continuare la doppia anti-aggregazione

  • Grazie alle moderne cure, la mortalità in ospedale dopo un infarto è scesa a circa il 3%.
  • Tuttavia, dopo sei mesi e un anno, il rischio di avere un nuovo infarto, un ictus o di morire aumenta significativamente.
  • Per questo è importante trovare strategie per ridurre questo "rischio evitabile" anche dopo il primo anno.

La terapia con Ticagrelor e Aspirina

Una strategia efficace è l'uso combinato di due farmaci:

  • Ticagrelor 60 mg due volte al giorno
  • Acido Acetil-Salicilico (Aspirina) 100 mg al giorno

Lo studio PEGASUS ha dimostrato che questa combinazione riduce del 16% il rischio di nuovi infarti, ictus o morte rispetto all'uso della sola Aspirina. L'aumento del rischio di sanguinamenti è contenuto e non si osserva un aumento di sanguinamenti gravi o fatali.

Chi può beneficiare di più della terapia prolungata

Durante il congresso è stato proposto un modo per riconoscere i pazienti che traggono maggior beneficio dalla doppia terapia prolungata, chiamato fenotipo MADRE. Questo si riferisce a chi presenta almeno una delle seguenti condizioni:

  • M - Malattia multivascolare (coinvolgimento di più arterie, come quelle del cuore, del collo o delle gambe)
  • A - Età uguale o superiore a 65 anni
  • D - Diabete di tipo 1 o 2
  • R - Ridotta funzionalità renale (filtrato glomerulare ≤ 60 ml/min)
  • E - Precedenti eventi cardiovascolari ripetuti

Lo studio PEGASUS ha mostrato che i pazienti con almeno una di queste caratteristiche hanno un beneficio maggiore dalla doppia anti-aggregazione prolungata.

Personalizzare la cura

La sfida attuale in cardiologia è personalizzare le cure, cioè adattare la terapia alle caratteristiche di ogni paziente, tenendo conto della sua storia clinica e delle condizioni specifiche, per ottenere i migliori risultati con la massima sicurezza.

In conclusione

La doppia anti-aggregazione piastrinica prolungata con Ticagrelor e Aspirina può ridurre il rischio di nuovi eventi cardiovascolari dopo un infarto. È particolarmente indicata per pazienti con caratteristiche specifiche (fenotipo MADRE). Personalizzare la terapia aiuta a proteggere meglio chi ha avuto un infarto, migliorando la qualità e la durata della vita.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Marino Scherillo

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