Che cosa fa il GISE
Il GISE è un gruppo di specialisti che studiano e migliorano le tecniche per curare le malattie del cuore senza interventi chirurgici invasivi. Ogni anno raccolgono informazioni da quasi tutti i laboratori italiani che eseguono queste procedure.
Le procedure più comuni e i loro numeri
- Nel 2018 sono state fatte oltre 300.000 coronarografie, esami che permettono di vedere le arterie del cuore.
- Le angioplastiche coronariche (PCI), che servono a riaprire le arterie ostruite, sono state quasi 160.000, con un aumento rispetto all’anno precedente.
- Le angioplastiche fatte durante un infarto sono cresciute, con più di 37.000 interventi.
- Il 34% delle angioplastiche riguarda casi con più arterie coinvolte, spesso trattate in un’unica seduta.
- L’approccio più usato è quello radiale, cioè attraverso l’arteria del polso, usato nell’86,5% dei casi.
Accesso e caratteristiche dei pazienti
- Il 30,6% dei pazienti trattati sono donne.
- Il 31,6% sono anziani, un dato importante considerando l’invecchiamento della popolazione italiana.
Procedure avanzate e differenze regionali
Il GISE monitora anche procedure più complesse come:
- La sostituzione della valvola aortica con tecnica percutanea (TAVI), che è aumentata del 25% ma non è ancora accessibile a tutti i pazienti che ne avrebbero bisogno.
- La riparazione della valvola mitrale, con un aumento del 13% delle procedure.
- La chiusura dell’auricola sinistra, una tecnica per prevenire l’ictus in alcuni pazienti con fibrillazione atriale, aumentata del 33%.
Queste procedure sono più diffuse al Nord rispetto al Sud, con differenze significative tra regioni.
Ostacoli e prospettive
Alcune tecniche importanti, come la valutazione funzionale intracoronarica (FFR), sono ancora poco utilizzate, principalmente per motivi culturali e di rimborso economico. Il GISE lavora per migliorare la diffusione e la tracciabilità di queste procedure.
Inoltre, si sottolinea l’importanza di organizzare meglio il sistema sanitario per garantire a tutti i pazienti un accesso equo e omogeneo alle cure più efficaci.
In conclusione
I dati raccolti dal GISE mostrano una crescita costante delle procedure di cardiologia interventistica in Italia, con risultati importanti soprattutto nel trattamento dell’infarto. Tuttavia, esistono ancora differenze tra regioni e difficoltà nell’accesso alle tecniche più avanzate. È fondamentale continuare a migliorare l’organizzazione e la diffusione di queste cure per assicurare a tutti i pazienti la migliore assistenza possibile.