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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/09/2019 Lettura: ~2 min

I numeri della Cardiologia Interventistica in Italia

Fonte
Dati raccolti dalla Società Italiana di Cardiologia Interventistica – Gruppo Italiano Studi Emodinamici (SICI-GISE) nel 2018, presentati durante l'evento Thinkheart a Roma.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Battistina Castiglioni Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1221 Sezione: 2

Introduzione

Ogni anno, la Società Italiana di Cardiologia Interventistica raccoglie dati importanti sulle procedure cardiologiche eseguite in Italia. Questi dati aiutano a capire come vengono trattate le malattie del cuore e quanto siano accessibili le cure più moderne in tutto il Paese.

Che cosa fa il GISE

Il GISE è un gruppo di specialisti che studiano e migliorano le tecniche per curare le malattie del cuore senza interventi chirurgici invasivi. Ogni anno raccolgono informazioni da quasi tutti i laboratori italiani che eseguono queste procedure.

Le procedure più comuni e i loro numeri

  • Nel 2018 sono state fatte oltre 300.000 coronarografie, esami che permettono di vedere le arterie del cuore.
  • Le angioplastiche coronariche (PCI), che servono a riaprire le arterie ostruite, sono state quasi 160.000, con un aumento rispetto all’anno precedente.
  • Le angioplastiche fatte durante un infarto sono cresciute, con più di 37.000 interventi.
  • Il 34% delle angioplastiche riguarda casi con più arterie coinvolte, spesso trattate in un’unica seduta.
  • L’approccio più usato è quello radiale, cioè attraverso l’arteria del polso, usato nell’86,5% dei casi.

Accesso e caratteristiche dei pazienti

  • Il 30,6% dei pazienti trattati sono donne.
  • Il 31,6% sono anziani, un dato importante considerando l’invecchiamento della popolazione italiana.

Procedure avanzate e differenze regionali

Il GISE monitora anche procedure più complesse come:

  • La sostituzione della valvola aortica con tecnica percutanea (TAVI), che è aumentata del 25% ma non è ancora accessibile a tutti i pazienti che ne avrebbero bisogno.
  • La riparazione della valvola mitrale, con un aumento del 13% delle procedure.
  • La chiusura dell’auricola sinistra, una tecnica per prevenire l’ictus in alcuni pazienti con fibrillazione atriale, aumentata del 33%.

Queste procedure sono più diffuse al Nord rispetto al Sud, con differenze significative tra regioni.

Ostacoli e prospettive

Alcune tecniche importanti, come la valutazione funzionale intracoronarica (FFR), sono ancora poco utilizzate, principalmente per motivi culturali e di rimborso economico. Il GISE lavora per migliorare la diffusione e la tracciabilità di queste procedure.

Inoltre, si sottolinea l’importanza di organizzare meglio il sistema sanitario per garantire a tutti i pazienti un accesso equo e omogeneo alle cure più efficaci.

In conclusione

I dati raccolti dal GISE mostrano una crescita costante delle procedure di cardiologia interventistica in Italia, con risultati importanti soprattutto nel trattamento dell’infarto. Tuttavia, esistono ancora differenze tra regioni e difficoltà nell’accesso alle tecniche più avanzate. È fondamentale continuare a migliorare l’organizzazione e la diffusione di queste cure per assicurare a tutti i pazienti la migliore assistenza possibile.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Battistina Castiglioni

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