Che cosa dice l'analisi sui diversi medici
Un'indagine condotta da Medscape insieme all'American College of Cardiology ha esaminato come diversi medici trattano la fibrillazione atriale (FA). Questa ricerca ha coinvolto medici iscritti a Medscape tra agosto e ottobre 2018.
Ruolo dei cardiologi
- I cardiologi seguono un numero maggiore di pazienti con fibrillazione atriale, che rappresentano almeno un quarto dei loro pazienti.
- Usano più spesso i farmaci chiamati DOACs (anticoagulanti orali diretti) per il trattamento.
- Utilizzano frequentemente strumenti per valutare il rischio di sanguinamento, come il punteggio HAS-BLED, usato solo dal 30% dei neurologi.
- Non fanno uso abituale di test del sangue come PTT o PT, a differenza di neurologi e medici di famiglia.
Comportamento di neurologi e medici di medicina generale
- Neurologi e medici di famiglia usano più spesso test del sangue come PTT o PT.
- Usano meno frequentemente i DOACs rispetto ai cardiologi.
- Il punteggio per il rischio di sanguinamento è meno utilizzato.
Decisioni sulla terapia anticoagulante
- Se la fibrillazione atriale dura più di 24 ore, il 91% dei cardiologi inizia una terapia anticoagulante.
- In confronto, l'84% dei neurologi e l'82% dei medici di famiglia fanno lo stesso.
- Se la fibrillazione dura meno di 20 secondi, solo il 36% dei cardiologi inizia la terapia anticoagulante, mentre il 63% dei neurologi e il 57% dei medici di famiglia la prescrivono.
Trattamento in caso di insufficienza renale grave
- Quando la funzione renale è molto ridotta (con un valore chiamato VFG inferiore a 30), il 34% dei cardiologi preferisce usare i DOACs, anche se fuori dalle indicazioni ufficiali (off-label).
- Gli altri specialisti tendono a usare farmaci diversi (VKA) o evitano la terapia anticoagulante.
In conclusione
I cardiologi, i neurologi e i medici di medicina generale seguono approcci diversi nel trattamento della fibrillazione atriale. I cardiologi trattano più pazienti con questa condizione e usano più spesso i nuovi anticoagulanti e strumenti per valutare il rischio di sanguinamento. Le scelte terapeutiche variano anche in base alla durata della fibrillazione e alla presenza di problemi renali. Queste differenze riflettono ruoli e responsabilità diversi tra le specialità.