CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 14/10/2019 Lettura: ~2 min

Carenza di ferro nei pazienti sottoposti a impianto della valvola aortica transcatetere (TAVI)

Fonte
Rheude T et al. Am J Cardiol. 2019 Aug 7. doi: 10.1016/j.amjcard.2019.07.051.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Molti pazienti anziani che devono sottoporsi a un intervento chiamato TAVI, che serve a sostituire la valvola aortica del cuore, possono avere una carenza di ferro. Questo studio ha esaminato quanto è comune questa carenza e come può influire sulla salute dopo l'intervento.

Che cos'è la carenza di ferro nei pazienti TAVI

I pazienti che ricevono l'impianto transcatetere della valvola aortica (TAVI) sono spesso anziani e presentano altre malattie che possono complicare la loro salute. Tra queste, è frequente la carenza di ferro, che significa avere livelli insufficienti di ferro nel sangue.

Come è stato condotto lo studio

Lo studio ha coinvolto 495 pazienti con stenosi aortica grave, cioè un restringimento importante della valvola aortica, trattati con TAVI attraverso la gamba (via transfemorale). Gli studiosi hanno valutato se la carenza di ferro fosse legata a un peggioramento della salute nei 12 mesi successivi all'intervento.

Definizione di carenza di ferro

  • Ferritina (una proteina che immagazzina il ferro) inferiore a 100 ng/mL, oppure
  • Ferritina tra 100 e 300 ng/mL con saturazione della transferrina inferiore al 20% (la transferrina è una proteina che trasporta il ferro nel sangue).

Risultati principali

  • Il 54% dei pazienti (268 su 495) aveva carenza di ferro.
  • Il 22% di tutti i pazienti ha avuto almeno uno degli eventi negativi studiati: morte per qualsiasi causa, ricovero non programmato per peggioramento dell’insufficienza cardiaca o trasfusioni di sangue entro un anno dall’intervento.
  • Tra chi aveva carenza di ferro, il rischio di questi eventi era più alto (27,6%) rispetto a chi non aveva carenza (15,4%).
  • Questa associazione è rimasta significativa anche considerando altri fattori di rischio.

Trattamento con ferro endovenoso

In un gruppo più piccolo di pazienti con carenza di ferro, è stato possibile somministrare il ferro direttamente in vena prima dell’intervento. Questo trattamento ha migliorato i livelli di ferro e i sintomi a 30 giorni dall’intervento.

In conclusione

La carenza di ferro è molto comune nei pazienti che si sottopongono a TAVI e può aumentare il rischio di complicazioni dopo l’intervento. Correggere questa carenza con il ferro endovenoso sembra possibile e potrebbe migliorare i risultati, ma sono necessari ulteriori studi per confermarlo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA