Che cosa è stato studiato
Lo studio COACT ha confrontato due strategie per eseguire la coronarografia dopo un arresto cardiaco avvenuto fuori dall'ospedale. I pazienti coinvolti erano quelli che avevano ripreso la circolazione spontanea (cioè il cuore aveva ricominciato a battere da solo) ma non mostravano un segno specifico chiamato elevazione del segmento ST sul loro elettrocardiogramma, che indica un danno al cuore.
Come è stato condotto lo studio
- 552 pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha fatto la coronarografia subito, l'altro l'ha fatta dopo un certo tempo.
- Entrambi i gruppi avevano età e caratteristiche simili, con una media intorno ai 65 anni e la maggior parte erano uomini.
- Il tempo medio dall'arresto cardiaco al ritorno della circolazione era di circa 15 minuti in entrambi i gruppi.
Risultati principali
- La sopravvivenza a un anno era simile: circa il 61% nel gruppo che ha fatto subito l'esame e il 64% in quello che ha aspettato.
- Non ci sono state differenze significative nel numero di infarti del miocardio, cioè danni al cuore, tra i due gruppi.
- Anche il numero di rivascolarizzazioni (procedure per riaprire le arterie), ricoveri per insufficienza cardiaca o shock da defibrillatore impiantabile (ICD) era simile.
Importanza dello studio
Questo è il primo studio che ha confrontato in modo casuale (randomizzato) se fare subito o più tardi la coronarografia dopo un arresto cardiaco senza segni di danno acuto al cuore possa influenzare la sopravvivenza e altri eventi importanti a un anno.
In conclusione
Fare la coronarografia immediatamente dopo un arresto cardiaco, in assenza di segni specifici di danno al cuore, non migliora la sopravvivenza rispetto a farla più tardi. Questo aiuta i medici a decidere il momento migliore per eseguire questo esame in modo sicuro e appropriato.