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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/12/2019 Lettura: ~3 min

La terapia medica ottimale nella malattia coronarica stabile

Fonte
Studio ISCHEMIA presentato al Congresso Annuale dell'American Heart Association, dati raccolti da 320 ospedali in 37 paesi, con 5.179 pazienti. Confronto tra terapia medica ottimale e approccio invasivo in pazienti con malattia coronarica stabile.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1222 Sezione: 2

Introduzione

Uno studio internazionale importante ha confrontato due modi di trattare la malattia coronarica stabile: una terapia medica ottimale da sola o insieme a procedure invasive come l'angiografia e l'intervento chirurgico. I risultati mostrano che, per molti pazienti, la terapia medica da sola è efficace nel prevenire eventi gravi e può essere una scelta sicura e valida.

Che cos'è lo studio ISCHEMIA

Lo studio ISCHEMIA ha coinvolto più di 5.000 pazienti con malattia coronarica stabile, cioè una condizione in cui le arterie del cuore sono parzialmente ostruite ma la situazione non è acuta o pericolosa immediatamente. Lo scopo era capire se aggiungere procedure invasive come l'angiografia (un esame per vedere le arterie) e interventi come lo stent o il bypass potesse prevenire meglio eventi gravi rispetto alla sola terapia medica ottimale.

Risultati principali

  • Non c'è stata differenza significativa nella prevenzione di eventi gravi come morte per problemi cardiaci, infarto, ricovero per angina instabile o insufficienza cardiaca tra chi ha fatto solo terapia medica e chi ha ricevuto anche l'intervento invasivo.
  • La terapia invasiva ha migliorato i sintomi di angina (dolore al petto) soprattutto in chi aveva dolore frequente, con circa la metà dei pazienti senza angina dopo un anno, rispetto al 20% di chi ha fatto solo terapia medica.
  • La sopravvivenza a circa 3-5 anni è stata simile in entrambi i gruppi.

Dettagli sullo studio

Lo studio è stato condotto in 320 ospedali di 37 paesi. I pazienti avevano una buona funzione del cuore e ischemia da moderata a grave, cioè una riduzione del flusso di sangue al cuore valutata con test specifici. Sono stati divisi casualmente in due gruppi:

  • uno con terapia medica ottimale più intervento invasivo se necessario;
  • uno con sola terapia medica ottimale.

La scelta è stata fatta prima di eseguire l'angiografia per evitare influenze sui risultati.

Altri risultati importanti

  • Nei primi due anni, chi ha fatto la terapia conservativa ha avuto meno eventi, mentre tra il terzo e il quinto anno i risultati si sono equilibrati.
  • Non sono state trovate differenze significative nella mortalità totale o negli infarti tra i gruppi.
  • Un altro studio simile su pazienti con malattia renale cronica avanzata ha confermato che l'approccio invasivo non porta benefici rispetto alla sola terapia medica.

Significato per i pazienti e i medici

Questi risultati confermano e rafforzano quelli di uno studio precedente chiamato COURAGE, che già suggeriva che la terapia medica poteva essere sufficiente in molti casi di malattia coronarica stabile. Ora, con migliori farmaci e tecniche moderne, la terapia medica ottimale è una scelta efficace e sicura per prevenire eventi gravi.

La decisione sul tipo di trattamento dovrebbe essere condivisa tra medico e paziente, considerando i sintomi e le preferenze personali. In particolare, per chi non ha sintomi o li ha ben controllati, non sembra esserci un beneficio nell'intervento invasivo.

In conclusione

Lo studio ISCHEMIA mostra che per la maggior parte dei pazienti con malattia coronarica stabile, la terapia medica ottimale è efficace nel prevenire eventi gravi e può evitare procedure invasive che migliorano i sintomi ma non la sopravvivenza. La scelta del trattamento deve essere personalizzata e discussa con il medico, tenendo conto dei sintomi e delle condizioni specifiche di ogni persona.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giuseppe Marazzi

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