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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/01/2020 Lettura: ~2 min

Il consumo regolare di peperoncino e il rischio di mortalità nella popolazione mediterranea adulta

Fonte
Bonaccio M - J Am Coll Cardiol. 2019 Dec 24;74(25):3139-3149.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio ha esaminato se mangiare peperoncino regolarmente possa influenzare il rischio di morte totale e per malattie del cuore in adulti italiani. I risultati mostrano un legame positivo tra il consumo di peperoncino e una riduzione del rischio di morte, indipendentemente da altri fattori di salute o dieta.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori italiani ha analizzato i dati di oltre 22.000 adulti partecipanti a uno studio chiamato Moli-sani, iniziato tra il 2005 e il 2010. L'obiettivo era capire se chi mangiava peperoncino più spesso avesse un rischio diverso di morire rispetto a chi lo consumava raramente o mai.

Come è stato misurato il consumo di peperoncino

Il consumo di peperoncino è stato valutato tramite un questionario che chiedeva con quale frequenza veniva consumato. Le persone sono state divise in gruppi a seconda di quanto spesso mangiavano peperoncino:

  • Mai o raramente
  • Fino a 2 volte a settimana
  • Da più di 2 a 4 volte a settimana
  • Più di 4 volte a settimana

Risultati principali

Dopo circa 8 anni di osservazione, sono stati registrati 1.236 decessi. Chi consumava peperoncino più di 4 volte a settimana aveva un rischio inferiore di:

  • Morte per qualsiasi causa (rischio ridotto del 23%)
  • Morte per malattie cardiovascolari, cioè problemi al cuore e ai vasi sanguigni (rischio ridotto del 34%)
  • Cardiopatia ischemica, una malattia del cuore causata da problemi di circolazione (rischio ridotto del 44%)
  • Morte per ictus, cioè problemi legati al cervello causati da problemi di circolazione (rischio ridotto del 61%)

Altri dettagli importanti

Questi benefici erano presenti indipendentemente dalla presenza di altri fattori di rischio o dall'adesione a una dieta mediterranea. L'effetto protettivo del peperoncino è stato più evidente in chi non aveva la pressione alta.

Tra i vari indicatori biologici legati alle malattie cardiovascolari, solo la vitamina D nel sangue sembrava avere un ruolo marginale in questa associazione.

In conclusione

Lo studio suggerisce che un consumo regolare di peperoncino è associato a un minor rischio di morte totale e per malattie del cuore, anche tenendo conto di altri fattori di salute e dieta. Questo risultato evidenzia un possibile beneficio del peperoncino nella dieta quotidiana della popolazione mediterranea adulta.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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