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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/02/2020 Lettura: ~2 min

L'uso di statine è legato a un rischio più basso di tromboembolia venosa ricorrente

Fonte
Yoshikawa Y - Am J Cardiol. 2020 Jan 15;125(2):189-197.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio importante ha mostrato che le statine, farmaci comunemente usati per proteggere il cuore, possono anche ridurre il rischio che una tromboembolia venosa si ripeta. Questo risultato è rassicurante per chi assume queste medicine e per chi si interessa alla prevenzione delle complicazioni legate a questa condizione.

Che cos'è la tromboembolia venosa (TEV)?

La tromboembolia venosa è una condizione in cui si formano coaguli di sangue nelle vene, che possono causare problemi seri come l'embolia polmonare, cioè il blocco di un vaso nei polmoni.

Lo studio sulle statine e la TEV

Ricercatori giapponesi hanno analizzato i dati di oltre 3.000 pazienti con TEV per capire se l'uso delle statine influenzasse la possibilità che la malattia si ripresentasse.

Hanno confrontato due gruppi di pazienti:

  • Chi assumeva statine (437 persone)
  • Chi non le assumeva (2.590 persone)

Il gruppo che usava le statine era in media più anziano, comprendeva più donne e aveva meno casi di cancro attivo.

Risultati principali

  • Dopo 3 anni, il 3,8% delle persone che prendevano statine ha avuto una nuova tromboembolia venosa.
  • Nel gruppo senza statine, la percentuale era più alta, l'8,8%.
  • Questi dati mostrano che chi assume statine ha un rischio significativamente più basso di recidiva.

Significato dei risultati

Anche considerando altri fattori come la presenza di cancro, l'uso delle statine è rimasto associato a una riduzione quasi del 50% del rischio di ricaduta della tromboembolia venosa.

In conclusione

Le statine, oltre al loro ruolo noto nella protezione del cuore, sembrano aiutare a prevenire che la tromboembolia venosa si ripeta. Questo studio offre informazioni importanti per comprendere meglio i benefici di questi farmaci in persone con questa condizione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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