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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/03/2020 Lettura: ~2 min

L'obesità può ridurre l'efficacia dei farmaci antiaritmici nei pazienti con fibrillazione atriale

Fonte
Ornelas-Loredo A - JAMA Cardiol. doi: 10.1001/jamacardio.2019.4513.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L'obesità è un fattore che può influenzare il modo in cui il corpo risponde ai farmaci usati per trattare la fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco. Questo testo spiega in modo semplice come l'obesità può modificare l'efficacia di alcuni farmaci antiaritmici, aiutando a comprendere meglio questa relazione.

Che cos'è la fibrillazione atriale e i farmaci antiaritmici

La fibrillazione atriale (FA) è un problema del cuore in cui il ritmo cardiaco diventa irregolare e spesso troppo veloce. Per controllare questo disturbo si usano i farmaci antiaritmici (AAD), che aiutano a mantenere un ritmo cardiaco più regolare.

Come l'obesità influisce sulla risposta ai farmaci

Un gruppo di ricercatori ha studiato se l'obesità modifica la risposta ai farmaci antiaritmici in pazienti con FA che mostrano sintomi. Hanno osservato 311 pazienti con un'età media di 65 anni, di cui circa il 39% donne. Questi pazienti sono stati trattati con due classi di farmaci antiaritmici, chiamate classe I e classe III.

La risposta efficace al trattamento è stata definita come la continuazione dello stesso farmaco per almeno 3 mesi senza bisogno di cambiarlo. La mancata risposta significa invece che il farmaco è stato interrotto entro 3 mesi perché non controllava bene i sintomi della FA, rendendo necessario un altro tipo di terapia.

Risultati principali dello studio

  • Nei pazienti con obesità, la percentuale di mancata risposta ai farmaci di classe I è stata più alta rispetto ai pazienti senza obesità (30% contro 6%).
  • La risposta ai farmaci di classe III, che agiscono su un diverso meccanismo, è stata simile tra pazienti con e senza obesità.
  • Altri fattori che aumentano la probabilità di non rispondere bene ai farmaci sono stati il sesso femminile e la presenza di ipertiroidismo (una condizione in cui la tiroide funziona troppo).

Esperimenti sugli animali

Per capire meglio questi risultati, i ricercatori hanno anche studiato topi alimentati con una dieta ricca di grassi per indurre l'obesità. Questi topi hanno mostrato una maggiore facilità a sviluppare la fibrillazione atriale rispetto ai topi normali.

Inoltre, quando sono stati trattati con due farmaci antiaritmici diversi, il sotalolo (classe III) ha funzionato meglio della flecainide (classe I) nel ridurre la fibrillazione atriale nei topi obesi.

In conclusione

L'obesità può influenzare negativamente la risposta ai farmaci antiaritmici di classe I nei pazienti con fibrillazione atriale, rendendo questi farmaci meno efficaci. I farmaci di classe III sembrano invece mantenere la loro efficacia anche in presenza di obesità. Questi risultati aiutano a comprendere meglio come il peso corporeo possa influire sul trattamento della fibrillazione atriale.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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