Che cos'è la fibrillazione atriale postoperatoria?
La fibrillazione atriale postoperatoria è un disturbo del ritmo cardiaco che si manifesta per la prima volta dopo un intervento chirurgico. In pratica, il cuore batte in modo irregolare e spesso più veloce del normale.
Lo studio e i suoi risultati
Ricercatori dell'Università di Melbourne, guidati da Koshy AN, hanno analizzato dati di oltre 3,5 milioni di pazienti sottoposti a interventi chirurgici non cardiaci, raccolti fino al 2019. Hanno valutato la comparsa di fibrillazione atriale e il rischio di ictus successivo.
- La fibrillazione atriale si è verificata in circa lo 0,74% dei pazienti (26.046 persone).
- Tra questi, il rischio di ictus è risultato più alto rispetto a chi non ha avuto fibrillazione atriale.
- In particolare, il 1,5% dei pazienti con fibrillazione atriale ha avuto un ictus, contro lo 0,4% di chi non l'ha avuta.
Quanto aumenta il rischio di ictus?
La presenza di fibrillazione atriale dopo l'intervento è stata collegata a un aumento di circa 2,5 volte del rischio di ictus rispetto a chi non presenta questa condizione.
Questo rischio è risultato ancora più elevato nei pazienti che hanno subito interventi diversi da quelli al torace, con un aumento di circa 3 volte, rispetto a un aumento di circa 2 volte dopo chirurgia toracica.
Cosa significa tutto questo?
Questi dati indicano che la comparsa di fibrillazione atriale dopo un intervento chirurgico non cardiaco è un segnale importante che può indicare un rischio maggiore di ictus. È quindi una condizione da monitorare attentamente nei pazienti operati.
In conclusione
La fibrillazione atriale che si manifesta dopo un intervento chirurgico non cardiaco è associata a un aumento significativo del rischio di ictus. Questo rischio è più alto dopo interventi non toracici rispetto a quelli toracici. Riconoscere e seguire questa condizione può aiutare a migliorare la sicurezza e la cura dei pazienti dopo l’operazione.