Che cosa è stato studiato
Si sono osservati 1.192 pazienti con fibrillazione atriale non valvolare che avevano subito un ictus ischemico o un attacco ischemico transitorio (TIA). Tutti hanno iniziato la terapia con anticoagulanti orali diretti (NOA) durante il ricovero in ospedale.
I pazienti sono stati divisi in due gruppi in base a quando hanno iniziato la terapia:
- Trattamento precoce: entro 3 giorni dall'evento ischemico.
- Trattamento tardivo: dopo 4 o più giorni dall'evento.
Cosa è stato valutato
Gli obiettivi principali erano osservare, a 3 mesi e a 2 anni dall'evento:
- Rischio di nuovo ictus o embolia sistemica (cioè un blocco in un vaso sanguigno in altre parti del corpo).
- Rischio di sanguinamento importante.
- Rischio di morte.
Risultati principali
Dopo due anni di osservazione, non ci sono state differenze significative tra i due gruppi riguardo:
- Il rischio di ictus o embolia sistemica.
- Il rischio di sanguinamento maggiore.
- Il rischio di morte.
Lo stesso è stato osservato anche a 3 mesi dall'inizio della terapia.
Cosa significa questo
Iniziare la terapia con anticoagulanti orali diretti entro 3 giorni dall'evento ischemico cerebrale o dopo 4 giorni non sembra modificare il rischio di complicazioni o di morte, purché la terapia venga iniziata prima della dimissione dall'ospedale.
In conclusione
Per i pazienti con fibrillazione atriale che hanno avuto un ictus ischemico o un attacco ischemico transitorio, iniziare la terapia con anticoagulanti orali diretti entro pochi giorni dall'evento è sicuro e non aumenta il rischio di sanguinamento o di nuovi problemi. Questo aiuta a proteggere il cuore e il cervello senza aggiungere rischi inutili.