Che cos'è l'evolocumab e a chi è indicato
L'evolocumab è un farmaco che aiuta a ridurre il colesterolo LDL, spesso chiamato "colesterolo cattivo". Viene usato insieme alle statine (farmaci che abbassano il colesterolo) e ad altri trattamenti per persone con malattie cardiache.
Le linee guida del 2018 dell'AHA/ACC (due importanti associazioni cardiologiche) raccomandano di considerare l'aggiunta di evolocumab in pazienti che hanno avuto un infarto miocardico recente, cioè entro 12 mesi, se il loro colesterolo LDL è ancora alto nonostante la terapia con statine ed ezetimibe.
Lo studio e i pazienti coinvolti
Uno studio chiamato FOURIER ha analizzato oltre 27.000 pazienti con malattia cardiovascolare trattati con statine. Tra questi, 22.320 avevano avuto un infarto miocardico con data nota. Questi pazienti sono stati divisi in due gruppi:
- pazienti con infarto recente (entro 12 mesi prima dello studio)
- pazienti con infarto pregresso (oltre 12 mesi prima)
Va notato che chi aveva avuto un infarto nelle 4 settimane prima dello studio non è stato incluso.
Risultati principali dello studio
Lo studio ha valutato due gruppi di eventi gravi:
- un gruppo più ampio che includeva morte per problemi cardiaci, nuovo infarto, ictus, ricovero per angina instabile o interventi al cuore;
- un gruppo più ristretto con morte per problemi cardiaci, nuovo infarto o ictus.
I pazienti con infarto recente avevano un rischio più alto di questi eventi rispetto a quelli con infarto più lontano nel tempo.
Effetto dell'evolocumab
- Nei pazienti con infarto recente, evolocumab ha ridotto il rischio del primo gruppo di eventi del 19% e del secondo del 25%.
- Nei pazienti con infarto pregresso, la riduzione del rischio è stata minore: 8% e 15% rispettivamente.
Questo significa che il farmaco è più efficace nel ridurre gli eventi gravi in chi ha avuto un infarto da poco.
Riduzione del rischio assoluto e numero necessario da trattare
La riduzione del rischio assoluto (cioè la diminuzione reale del numero di eventi) è stata:
- 3,7% per il primo gruppo di eventi nei pazienti con infarto recente;
- 1,1% per lo stesso gruppo nei pazienti con infarto pregresso.
Per il secondo gruppo di eventi, la riduzione è stata 3,2% contro 1,3%.
Per capire meglio, il numero necessario da trattare (NNT) per prevenire un evento in 3 anni è:
- 27 pazienti con infarto recente;
- 91 pazienti con infarto pregresso.
Questo indica che evolocumab è particolarmente utile nei pazienti con infarto recente.
In conclusione
L'evolocumab, aggiunto alla terapia standard con statine, riduce significativamente il rischio di eventi cardiaci gravi, soprattutto in chi ha avuto un infarto del miocardio negli ultimi 12 mesi. Questo farmaco può quindi rappresentare un'importante opzione per migliorare la protezione cardiovascolare in questi pazienti ad alto rischio.