Che cos'è la fibrillazione atriale e il suo legame con il COVID-19
La fibrillazione atriale (FA) è un'aritmia, cioè un'alterazione del ritmo del cuore. Durante l'infezione da COVID-19, la FA è presente in circa un quarto dei pazienti. In questi casi, la sua presenza indica spesso che il cuore e la salute generale del paziente sono già compromessi, e può essere un segno di rischio maggiore.
Perché il COVID-19 può causare fibrillazione atriale
Durante la fase iniziale dell'infezione, la febbre, la mancanza di ossigeno (ipossia) e lo stress sul sistema nervoso possono favorire l'insorgenza di FA. Nelle fasi più gravi, come la polmonite o la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), l'infiammazione intensa può aumentare ulteriormente il rischio di sviluppare questa aritmia, con un'incidenza che varia dal 10 al 30%.
Se la situazione è instabile dal punto di vista cardiaco, si può ricorrere alla cardioversione elettrica, una procedura che aiuta a riportare il cuore a un ritmo normale. Tuttavia, in caso di grave insufficienza respiratoria, questa procedura potrebbe non funzionare bene o la FA potrebbe ripresentarsi rapidamente.
Gestione della terapia anticoagulante durante il COVID-19
- Se il paziente con FA è già in trattamento con anticoagulanti orali (come DOACs o VKA) e rimane a casa senza assumere altri farmaci che interferiscono, non è necessario cambiare la terapia.
- Se il paziente viene ricoverato per polmonite, è comune passare all'anticoagulante Enoxaparina, che si somministra per via iniettiva. Questo perché può essere più utile in caso di peggioramento e ha anche la capacità, secondo alcune ipotesi, di "ingannare" il virus impedendogli di attaccare le cellule del nostro corpo.
- Il passaggio dall'anticoagulante orale all'Enoxaparina è più semplice e veloce se il paziente assumeva DOACs, grazie alle loro caratteristiche farmacologiche.
Interazioni tra farmaci antiaritmici e terapie per il COVID-19
Alcuni farmaci usati nelle prime fasi del COVID-19, come l'Idrossiclorochina e l'Azitromicina, possono influenzare il ritmo cardiaco allungando un tratto specifico dell'elettrocardiogramma chiamato QT. Questo può aumentare il rischio di aritmie pericolose.
Per questo motivo, nei pazienti che assumono farmaci antiaritmici (ad esempio Flecainide, Propafenone, Sotalolo), è importante monitorare il cuore con un elettrocardiogramma (ECG) dopo 2-3 giorni dall'inizio di questi trattamenti e valutare se sospendere temporaneamente gli antiaritmici. L'Amiodarone, un altro antiaritmico, ha un effetto prolungato e va considerato con attenzione.
Controllo della frequenza cardiaca e interazioni farmacologiche
I farmaci usati per controllare la frequenza del cuore nella FA, come i betabloccanti, i calcioantagonisti e la digossina, possono interagire con i farmaci antivirali. Tuttavia, non sono controindicati, ma è importante conoscere queste possibili interazioni.
Interazioni specifiche tra anticoagulanti orali e farmaci antivirali
- Alcuni antivirali e farmaci come il Tocilizumab o l'Idrossiclorochina possono interagire con gli anticoagulanti orali (DOACs), modificandone l'effetto.
- Ad esempio, con il farmaco antivirale Lopinavir-Ritonavir, il Dabigatran non necessita di modifiche di dose, anche se la sua concentrazione nel sangue può aumentare.
- L'Apixaban va somministrato a metà dose, mentre Edoxaban e Rivaroxaban dovrebbero essere evitati in queste situazioni.
Vantaggi dei DOACs durante il lockdown
Durante il periodo di isolamento, i DOACs sono risultati più comodi rispetto ai tradizionali anticoagulanti (AVK), perché non richiedono frequenti controlli del sangue (come il dosaggio dell'INR) e permettono un passaggio più rapido all'Enoxaparina se necessario.
Importanza della diagnosi tempestiva della fibrillazione atriale
Anche in epoca COVID-19, chi avverte palpitazioni o battiti irregolari deve sempre eseguire un ECG o un monitoraggio Holter per verificare la presenza di FA. Ritardare questa diagnosi per paura di recarsi in ospedale può aumentare il rischio di complicazioni, come eventi embolici (ad esempio ictus).
Nuove tecnologie per il monitoraggio della fibrillazione atriale
Durante la pandemia si è diffuso l'uso di app e dispositivi che permettono di riconoscere da soli la FA o di controllare la frequenza cardiaca nelle 24 ore. Questi strumenti, ancora in fase di validazione scientifica, sono utili per una diagnosi precoce e una migliore prevenzione delle complicazioni, soprattutto a livello cerebrale.
In conclusione
La gestione della fibrillazione atriale durante la pandemia da COVID-19 richiede attenzione a diversi aspetti, tra cui il riconoscimento tempestivo della FA, la corretta gestione dei farmaci anticoagulanti e antiaritmici, e il monitoraggio continuo del cuore. L'uso di nuove tecnologie può aiutare a migliorare la diagnosi e la cura, riducendo i rischi associati a questa condizione in un periodo così complesso.