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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/09/2020 Lettura: ~2 min

BRACE CORONA trial: sicurezza degli ACE inibitori e ARB nei cardiopatici con COVID-19

Fonte
ESC 2020 - Virtual session, presentazione di Renato Lopes del Duke Clinical Research Institute, Durham, USA

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Se sei una persona con problemi cardiaci e stai assumendo farmaci chiamati ACE inibitori o ARB, potresti chiederti se è sicuro continuare a prenderli se ti ammali di COVID-19. Uno studio importante ha esaminato proprio questo aspetto per aiutare a capire cosa fare in questi casi.

Che cosa sono gli ACE inibitori e gli ARB

Gli ACE inibitori e i bloccanti del recettore dell'angiotensina (ARB) sono farmaci molto usati per trattare problemi cardiaci e per abbassare la pressione del sangue. Aiutano il cuore a lavorare meglio e a proteggere i polmoni.

Perché c'è preoccupazione con il COVID-19

Quando è iniziata la pandemia, alcuni studi osservazionali (cioè che guardano cosa succede senza intervenire) hanno dato risultati diversi su come questi farmaci potessero influire sulle persone con COVID-19. Alcune ipotesi suggerivano che questi farmaci potessero aiutare a ridurre i danni ai polmoni causati dal virus e l'infiammazione.

Lo studio BRACE CORONA

Per capire meglio, è stato fatto uno studio chiamato BRACE CORONA in Brasile, che ha coinvolto 659 pazienti cardiopatici ricoverati con COVID-19. Tutti assumevano da tempo ACE inibitori o ARB.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:

  • Un gruppo ha sospeso l'assunzione di questi farmaci per 30 giorni.
  • L'altro gruppo ha continuato a prenderli normalmente.

Lo scopo era vedere quanti giorni i pazienti restavano vivi e fuori dall'ospedale nei 30 giorni successivi.

Risultati principali

  • Il numero medio di giorni vivi e fuori dall'ospedale è stato molto simile tra i due gruppi: circa 22 giorni.
  • La percentuale di pazienti vivi e a casa dopo 30 giorni era del 91,8% nel gruppo che ha sospeso i farmaci e del 95% in quello che li ha continuati.
  • Il tasso di mortalità a 30 giorni era quasi identico: 2,8% nel gruppo sospeso e 2,7% in quello continuativo.

Cosa significa questo per i pazienti

Questi risultati mostrano che non ci sono benefici nel sospendere gli ACE inibitori o gli ARB durante un ricovero per COVID-19, almeno nei casi da lievi a moderati. Quindi, in generale, è sicuro e consigliato continuare questi farmaci se sono stati prescritti per problemi cardiaci.

In conclusione

Lo studio BRACE CORONA ha dimostrato che i pazienti con problemi cardiaci ricoverati per COVID-19 possono continuare a prendere in sicurezza gli ACE inibitori e gli ARB senza aumentare il rischio di complicazioni o morte. Sospendere questi farmaci non porta benefici e quindi, salvo indicazioni specifiche del medico, è meglio non interromperli.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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