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Articolo per pazienti Pubblicato: 24/09/2020 Lettura: ~3 min

Lo studio MATADOR-PCI

Fonte
Lo studio MATADOR-PCI è stato promosso dall'Associazione Nazionale Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e dalla Fondazione per il Tuo Cuore-ONLUS. I dati sono stati pubblicati su riviste scientifiche e presentati al Congresso ANMCO 2020. ClinicalTrials.gov NCT03656523.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Leonardo de Luca Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1116 Sezione: 34

Introduzione

Lo studio MATADOR-PCI è una ricerca italiana che ha esaminato come vengono trattati i pazienti con problemi cardiaci complessi, in particolare quelli con fibrillazione atriale che subiscono un intervento per aprire le arterie del cuore. Questo studio aiuta a capire meglio quali terapie antitrombotiche vengono usate e come migliorare la cura di questi pazienti.

Che cos'è lo studio MATADOR-PCI

Lo studio MATADOR-PCI è stato realizzato per osservare e raccogliere informazioni sulle terapie usate nei pazienti con sindrome coronarica acuta (un problema serio al cuore) che hanno subito un intervento chiamato angioplastica coronarica percutanea (PCI) con impianto di stent, e che presentano o sviluppano durante il ricovero una fibrillazione atriale (un tipo di aritmia cardiaca).

Perché è importante questo studio

Questi pazienti spesso ricevono combinazioni di farmaci per prevenire la formazione di coaguli, ma queste terapie possono aumentare il rischio di sanguinamenti. Negli ultimi anni, studi hanno mostrato che una terapia con due farmaci (un antiaggregante e un anticoagulante orale) riduce gli episodi di sanguinamento rispetto a una terapia con tre farmaci.

Come è stato condotto lo studio

  • Sono stati arruolati 598 pazienti in 76 centri cardiologici in tutta Italia.
  • Circa metà dei pazienti aveva fibrillazione atriale già all'ingresso in ospedale, mentre l'altra metà l'ha sviluppata durante la degenza.
  • L'età media era di 73 anni, con prevalenza di uomini (70%).
  • Molti pazienti avevano altre condizioni come diabete o precedenti interventi al cuore.

Caratteristiche dei pazienti e trattamento

  • Al momento dell'ingresso, circa un terzo dei pazienti assumeva aspirina, pochi erano in doppia terapia antiaggregante, e un terzo assumeva anticoagulanti orali.
  • Durante il ricovero, la maggior parte ha ricevuto una doppia terapia antiaggregante.
  • Prima dell'intervento, molti pazienti in trattamento con anticoagulanti orali hanno sospeso la terapia temporaneamente.
  • La maggior parte degli interventi è stata eseguita con approccio radiale (attraverso l'arteria del polso) e sono stati impiantati stent medicati.
  • La durata media della degenza è stata di circa 8 giorni.

Risultati principali alla dimissione

  • Alla dimissione, il 65% dei pazienti ha ricevuto una terapia con tre farmaci (triplice terapia), il 26% una doppia terapia antiaggregante, e il 9% una doppia terapia antitrombotica (un antiaggregante e un anticoagulante orale).
  • I pazienti con fibrillazione atriale già presente all'ingresso avevano maggiori probabilità di ricevere la triplice o doppia terapia antitrombotica rispetto a quelli che l'hanno sviluppata durante il ricovero.
  • La storia di sanguinamenti importanti o di tumore ha influenzato la scelta della terapia, favorendo la doppia terapia antitrombotica.
  • Gli anticoagulanti orali diretti (DOAC), come il Dabigatran, sono stati i farmaci più usati in combinazione con gli antiaggreganti.

Durata della terapia triplice

  • La terapia con tre farmaci è stata prescritta per un mese nel 36% dei casi, da 1 a 6 mesi nel 49%, da 6 a 12 mesi nel 9%, e oltre un anno nel 6%.

Follow-up e pubblicazioni

Il follow-up a 6 mesi è stato completato per la maggior parte dei pazienti e i risultati saranno pubblicati prossimamente. I dati iniziali sono già stati presentati a congressi internazionali e pubblicati su riviste scientifiche.

In conclusione

Lo studio MATADOR-PCI ha fornito informazioni importanti sulle terapie attualmente usate per i pazienti con fibrillazione atriale che subiscono un intervento cardiaco. Questi dati aiutano a migliorare la pratica clinica e a seguire meglio le raccomandazioni scientifiche per garantire cure più sicure ed efficaci.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Leonardo de Luca

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