Che cosa è stato studiato
Due studi europei hanno analizzato come i pazienti con problemi cardiovascolari gestiscono il loro colesterolo LDL, cioè il cosiddetto "colesterolo cattivo". Questi studi si chiamano Da Vinci e Heymans e hanno coinvolto migliaia di pazienti, anche in Italia.
Risultati principali dello studio Da Vinci
- Solo una minoranza di pazienti che avevano già avuto un infarto o un ictus raggiungeva i livelli raccomandati di colesterolo LDL.
- Circa il 40% dei pazienti era diabetico e la maggior parte aveva un rischio alto di nuovi eventi cardiovascolari.
- La maggior parte era trattata con statine, farmaci che aiutano a ridurre il colesterolo, ma solo il 37% usava statine ad alta intensità.
- Solo il 39% dei pazienti in prevenzione secondaria raggiungeva il livello raccomandato di colesterolo LDL di 70 mg/dl secondo le linee guida del 2016.
- Con le linee guida più recenti del 2019, che raccomandano un livello ancora più basso (55 mg/dl), solo il 18% dei pazienti ci riusciva.
- I pazienti trattati con farmaci chiamati inibitori del PCSK9, come Evolocumab, raggiungevano più facilmente questi obiettivi: il 67% raggiungeva il target del 2016 e il 58% quello del 2019.
Risultati principali dello studio Heymans
- Questo studio osserva come Evolocumab funziona nella pratica reale, cioè fuori dagli studi clinici controllati.
- Ha coinvolto oltre 1.800 pazienti in 11 Paesi europei, compresa l'Italia, seguiti per 16 mesi.
- I pazienti avevano un rischio molto alto e livelli medi di colesterolo LDL di 150 mg/dl all'inizio.
- Evolocumab ha ridotto il colesterolo LDL di circa il 60%, un risultato molto importante.
- Oltre la metà dei pazienti era intollerante alle statine e circa il 40% ha usato Evolocumab da solo, ottenendo comunque ottimi risultati nel raggiungere i livelli raccomandati.
Importanza della riduzione del colesterolo LDL
Ridurre il colesterolo LDL di 60%, cioè circa 90 mg/dl, può diminuire significativamente il rischio di nuovi eventi cardiovascolari nel tempo. Si stima che questa riduzione possa abbassare il rischio assoluto di problemi al cuore o al cervello tra il 12% e il 14% nei prossimi 10 anni.
In conclusione
Gli studi Da Vinci e Heymans mostrano che molti pazienti con problemi cardiovascolari non raggiungono i livelli ottimali di colesterolo LDL con le terapie tradizionali. Evolocumab, un farmaco inibitore del PCSK9, si è dimostrato molto efficace nel ridurre il colesterolo LDL e nel mantenere questi livelli bassi nel tempo, anche in pazienti ad alto rischio o intolleranti alle statine. Questo può contribuire a prevenire nuovi eventi cardiovascolari e migliorare la salute a lungo termine.