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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/11/2020 Lettura: ~2 min

Studio OMEMI: gli acidi grassi polinsaturi non mostrano benefici negli anziani dopo infarto

Fonte
Studio presentato alla American Heart Association Virtual Scientific Session 2020.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Uno studio recente ha valutato se gli acidi grassi polinsaturi (PUFA), spesso considerati utili per il cuore, possano aiutare gli anziani che hanno avuto un infarto. I risultati mostrano che questi integratori non migliorano gli esiti cardiovascolari in questo gruppo di pazienti.

Che cosa ha studiato OMEMI

Lo studio OMEMI ha confrontato l'effetto degli acidi grassi polinsaturi (PUFA) con un placebo (una sostanza senza principio attivo) in pazienti anziani che avevano avuto un infarto del miocardio da 2 a 8 settimane prima.

Si è trattato di uno studio randomizzato e in doppio cieco, cioè i pazienti sono stati assegnati casualmente a ricevere PUFA o placebo, e né i pazienti né i medici sapevano quale trattamento veniva somministrato.

Chi ha partecipato

  • Più di 1.000 pazienti anziani, con età media tra 70 e 82 anni.
  • Metà ha ricevuto PUFA, l'altra metà placebo.

Quali PUFA sono stati usati

Il trattamento con PUFA conteneva due tipi di acidi grassi importanti per il cuore:

  • Acido eicosapentaenoico (EPA): 930 microgrammi.
  • Acido docosaesaenoico (DHA): 660 microgrammi.

Risultati principali

L'obiettivo principale era valutare se i PUFA riducessero eventi gravi come:

  • Morte per qualsiasi causa.
  • Nuovo infarto non fatale.
  • Interventi per migliorare il flusso sanguigno al cuore (come stent o bypass).
  • Ictus.
  • Ospedalizzazione per insufficienza cardiaca.

I risultati hanno mostrato che questi eventi si sono verificati nel 21% dei pazienti che hanno preso PUFA e nel 19,8% di quelli con placebo, una differenza non significativa.

Altri risultati osservati

  • Fibrillazione atriale (un tipo di aritmia cardiaca) è comparsa nel 7,2% del gruppo PUFA e nel 4% del gruppo placebo, con una tendenza a essere più frequente con i PUFA.
  • Sanguinamenti maggiori sono stati simili nei due gruppi: 10,7% con PUFA e 11% con placebo.

Cosa significa questo studio

Nei pazienti anziani che hanno avuto un infarto recente, l'assunzione di PUFA non ha mostrato benefici nel prevenire eventi cardiovascolari gravi rispetto al placebo.

Inoltre, è stata osservata una possibile maggiore frequenza di fibrillazione atriale con i PUFA, mentre il rischio di sanguinamenti maggiori è risultato simile tra i gruppi.

Questi risultati differiscono da altri studi che avevano mostrato benefici con un tipo specifico di PUFA in pazienti diversi.

In conclusione

Lo studio OMEMI indica che gli acidi grassi polinsaturi non migliorano gli esiti cardiovascolari in pazienti anziani dopo un infarto. Non sono stati riscontrati benefici nel ridurre eventi gravi, e c'è un possibile aumento del rischio di aritmie cardiache. Questi dati aiutano a comprendere meglio l'efficacia di questi integratori in questa specifica situazione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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