Che cosa è stato studiato
Lo studio INVESTED ha coinvolto pazienti con un alto rischio di problemi cardiaci. Queste persone avevano avuto di recente un infarto o soffrivano di insufficienza cardiaca. L'obiettivo era capire se il vaccino antinfluenzale a dose elevata potesse ridurre meglio i problemi cardiaci e polmonari rispetto al vaccino a dose standard.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio è stato randomizzato e doppio cieco, cioè né i pazienti né i medici sapevano quale dose veniva somministrata. Sono stati inclusi 5.260 pazienti, con un'età media di circa 65 anni, per metà uomini. Metà di loro ha ricevuto il vaccino a dose elevata, l'altra metà quello a dose standard.
Risultati principali
- Non è stata trovata alcuna differenza significativa tra i due gruppi riguardo alla mortalità (numero di decessi) e alle ospedalizzazioni per problemi cardiaci o polmonari.
- Non sono emerse differenze negli effetti collaterali tra le due dosi.
Cosa significa questo
Il vaccino antinfluenzale a dose elevata non ha mostrato di proteggere meglio rispetto alla dose standard nelle persone con malattie cardiache. Questo suggerisce che, per questi pazienti, la dose standard rimane una scelta valida e sicura.
Perché è importante
Anche se l'attenzione è ora rivolta al vaccino per il COVID-19, proteggersi dall'influenza rimane fondamentale, soprattutto per chi ha problemi al cuore. L'influenza può infatti aumentare il rischio di complicazioni cardiache gravi.
In conclusione
Lo studio INVESTED ha dimostrato che, in pazienti ad alto rischio cardiovascolare, il vaccino antinfluenzale a dose elevata non offre una protezione migliore rispetto alla dose standard. Entrambe le dosi sono sicure e non mostrano differenze negli effetti collaterali.