Il ritorno del congresso in presenza
Dopo mesi di stop dovuti al lockdown, il 1° ottobre 2020 la Fortezza da Basso ha ospitato la 37ª edizione di "Conoscere e Curare il Cuore". Tutti i partecipanti hanno indossato la mascherina con attenzione, rispettando le misure di sicurezza. Questo congresso è stato il primo evento medico in presenza dopo l'emergenza, offrendo un momento di confronto e speranza per un ritorno alla normalità, anche se temporaneo, poiché nelle settimane successive i contagi sono aumentati e le attività congressuali sono state nuovamente sospese.
Argomenti principali del congresso
Il congresso ha trattato vari temi di cardiologia. Il presidente Francesco Prati ha parlato dell'importanza di abbassare il colesterolo LDL (detto "colesterolo cattivo") a livelli molto bassi, tra 20 e 55 mg/dl, per prevenire eventi come infarti e mortalità cardiovascolare. Ha spiegato che farmaci potenti chiamati inibitori PCSK9 (come Evolocumab e Alirocumab) permettono di raggiungere questi livelli bassi in sicurezza, almeno nel breve periodo. Tuttavia, non si conoscono ancora gli effetti a lungo termine, come possibili problemi cognitivi, quindi è consigliabile non scendere troppo sotto i 20 mg/dl.
In passato si temeva che abbassare troppo il colesterolo potesse aumentare il rischio di emorragia cerebrale, ma uno studio recente chiamato Odyssey outcome ha dimostrato che Alirocumab riduce l'incidenza di ictus ischemico senza aumentare quello emorragico. Tuttavia, i dati sull'ictus emorragico sono pochi e non definitivi, quindi serve cautela. In ogni caso, il beneficio nel ridurre eventi ischemici è chiaro.
COVID-19 e cuore: riflessioni dal congresso
Il congresso ha dedicato un simposio al rapporto tra COVID-19 e cuore, con alcuni punti importanti emersi:
- Riduzione degli infarti (STEMI): Durante la fase acuta della pandemia (febbraio-aprile), in tutto il mondo si è osservata una riduzione di oltre il 50% degli infarti diagnosticati. Probabilmente molte persone, spaventate dal contagio, non si sono rivolte all'ospedale e in alcuni casi sono decedute a casa.
- Aumento degli infarti in coronarie apparentemente sane: Si ipotizza che l'infiammazione causata dal virus possa provocare trombosi (coaguli) anche nelle arterie coronarie, causando infarti anche in assenza di placche evidenti.
- Danno cardiaco nel COVID-19: Circa 1 paziente su 5 con COVID-19 può avere un danno al cuore, evidenziato da un aumento della troponina, una sostanza che indica danno muscolare cardiaco. Questo è associato a un aumento della mortalità.
- Ischemia cerebrale in pazienti giovani: Sono stati descritti casi di ictus causati da occlusione di grandi vasi cerebrali in pazienti giovani con COVID-19, spesso senza altri fattori di rischio, trattati con procedure specialistiche per rimuovere i coaguli.
Farmaci e COVID-19: cosa è emerso
- Cortisone: Dimostrato efficace nel ridurre la mortalità del 17% e la durata della degenza in ospedale.
- Remdesivir: Farmaco antivirale che rallenta la replicazione del virus, riducendo mortalità e durata del ricovero del 16% nei pazienti gravi.
- Eparina: Utilizzata per prevenire la formazione di coaguli, con benefici evidenti. Tuttavia, la dose migliore non è ancora chiara e deve essere adattata a ogni paziente.
- Idrossiclorochina e Lopinavir/Ritonavir: Non sono risultati efficaci nel trattamento del COVID-19.
- Tocilizumab: Potrebbe essere utile per ridurre complicazioni respiratorie e mortalità, ma i dati non sono ancora definitivi.
- Plasma di convalescenti: Studi limitati non hanno mostrato miglioramenti significativi nella mortalità, anche se si è osservata una riduzione del virus nel sangue.
- ACE-inibitori e sartani: Farmaci per la pressione sanguigna che inizialmente si temeva potessero aumentare il rischio di COVID-19, ma studi recenti hanno dimostrato che non sono pericolosi e possono essere continuati.
In conclusione
Il congresso "Conoscere e Curare il Cuore" del 2020, pur svolto in condizioni eccezionali e con tutte le precauzioni, ha rappresentato un importante momento di scambio scientifico. Ha confermato l'importanza di abbassare il colesterolo LDL per prevenire eventi cardiovascolari e ha fornito nuove informazioni sul rapporto tra COVID-19 e cuore, oltre a chiarire l'efficacia e i limiti di alcuni farmaci utilizzati durante la pandemia. Questo evento è stato un segno di speranza per la ripresa delle attività mediche e scientifiche in sicurezza.