Che cos'è la fibrillazione atriale e perché è importante
La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco che può causare la formazione di coaguli nel cuore. Questi coaguli possono viaggiare fino al cervello e causare un ictus ischemico cardioembolico, cioè un blocco di un vaso sanguigno cerebrale.
Il rischio di ictus è particolarmente alto in persone con FA che hanno già avuto un ictus o un attacco ischemico transitorio (TIA), che è un episodio temporaneo di ridotto flusso sanguigno al cervello.
I farmaci NAO e la loro efficacia
I NAO (Nuovi Anticoagulanti Orali) sono farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Sono stati confrontati con il warfarin, un anticoagulante tradizionale, in quattro grandi studi clinici internazionali chiamati ARISTOTLE, RE-LY, ROCKET-AF e ENGAGE-AF.
Questi studi hanno incluso pazienti con FA e una storia di ictus o TIA. Una raccolta di dati (meta-analisi) su oltre 71.000 pazienti ha mostrato che:
- Il rischio di ictus o embolia sistemica è risultato leggermente più basso con i NAO (4,94%) rispetto al warfarin (5,73%).
- Il rischio di ictus emorragico (ictus causato da sanguinamento) è stato dimezzato con i NAO rispetto al warfarin.
- Le emorragie maggiori sono state meno frequenti con i NAO (5,7%) rispetto al warfarin (6,4%).
- Non ci sono state differenze significative nella mortalità tra i due trattamenti.
Le raccomandazioni delle linee guida
Le principali società europee di cardiologia e di ictus, la European Society of Cardiology (ESC) e la European Stroke Organization (ESO), raccomandano l'uso dei NAO nei pazienti con FA e pregresso ictus o TIA. Queste raccomandazioni sono basate su prove di alta qualità e hanno un forte livello di raccomandazione.
In conclusione
I NAO rappresentano una scelta efficace e sicura per prevenire nuovi ictus in persone con fibrillazione atriale che hanno già avuto un ictus o un attacco ischemico transitorio. Offrono un rischio minore di ictus emorragico e di sanguinamenti gravi rispetto al warfarin, senza aumentare la mortalità.