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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/02/2021 Lettura: ~2 min

Terapia antiaggregante per prevenire l’aterosclerosi in pazienti con malattia renale cronica

Fonte
Trials. 2021 Jan 7;22(1):37. doi: 10.1186/s13063-020-04992-x.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Luca Di Lullo Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1206 Sezione: 60

Introduzione

La malattia renale cronica può aumentare il rischio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni. Questo testo spiega uno studio che valuta se un trattamento con farmaci antiaggreganti, come l'aspirina, può aiutare a prevenire queste complicazioni in modo sicuro.

Che cos'è la malattia renale cronica e perché è importante

La malattia renale cronica (CKD) è una condizione in cui i reni funzionano meno bene nel tempo. Le persone con CKD hanno un rischio più alto di sviluppare problemi al cuore e ai vasi sanguigni, chiamati malattie cardiovascolari (CVD). Queste malattie sono la causa più comune di morte in questi pazienti.

Il ruolo dell’aterosclerosi e delle piastrine

L'aterosclerosi è un processo in cui le pareti delle arterie si induriscono e si restringono a causa di accumuli di grassi e altre sostanze. Questo processo accelera nelle persone con CKD e porta a complicazioni cardiovascolari. Le piastrine, che sono piccole cellule nel sangue che aiutano a fermare le emorragie, possono attivarsi in modo anomalo e contribuire sia all’aterosclerosi sia alla formazione di coaguli (trombi).

La terapia antiaggregante

I farmaci antiaggreganti sono medicine che impediscono alle piastrine di attaccarsi tra loro e formare coaguli. Questi farmaci, come l’aspirina, sono usati per prevenire problemi cardiovascolari in persone con fattori di rischio come pressione alta, obesità, diabete o malattie cardiache.

Tuttavia, non è ancora chiaro se questi farmaci siano sicuri ed efficaci per prevenire l’aterosclerosi in pazienti con CKD.

Lo studio ALTAS-CKD

Per capire meglio questo, è stato avviato uno studio chiamato ALTAS-CKD. Si tratta di uno studio clinico condotto in più centri medici in Cina, che coinvolge 554 pazienti adulti con CKD in stadi moderati o avanzati (stadio 3-5), ma che non sono ancora in dialisi.

I partecipanti sono stati divisi in modo casuale e nascosto (randomizzato e in doppio cieco) in due gruppi:

  • uno riceve aspirina 100 mg una volta al giorno;
  • l'altro riceve un placebo, cioè una pillola senza principio attivo.

Il trattamento dura 36 mesi (3 anni).

Gli obiettivi dello studio

L'obiettivo principale è verificare se l’aspirina può prevenire la comparsa di segni di aterosclerosi, osservati con un esame ecografico delle arterie del collo (carotide).

Gli obiettivi secondari includono:

  • la riduzione di eventi cardiovascolari (come infarti o ictus);
  • la diminuzione della mortalità per qualsiasi causa;
  • il rallentamento della perdita della funzione renale, misurata come una riduzione del 50% della velocità di filtrazione glomerulare stimata, un indicatore della salute dei reni.

In conclusione

Questo studio vuole capire se la terapia con aspirina è una strategia sicura ed efficace per prevenire problemi cardiovascolari legati all’aterosclerosi in persone con malattia renale cronica. I risultati potranno aiutare a migliorare la cura e la prevenzione in questi pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Luca Di Lullo

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