Che cosa significa ultramaratona e chi sono gli atleti coinvolti
L’ultramaratona è una gara di corsa più lunga di una maratona tradizionale (che misura 42,195 km). In questo studio, la gara "Terre di Siena 2020" era lunga 50 km, partendo da San Gimignano e arrivando a Siena.
Gli atleti coinvolti erano "atleti master", cioè persone di almeno 40 anni che si allenano molto, ma non sono professionisti.
Perché è importante studiare l’effetto dell’esercizio intenso sul cuore
L’esercizio fisico moderato è noto per essere benefico per il cuore. Tuttavia, un allenamento troppo leggero potrebbe non portare benefici sufficienti, mentre un esercizio eccessivo può potenzialmente causare danni. Gli atleti di resistenza spesso si allenano molto più di quanto raccomandato dalle linee guida, e questo potrebbe aumentare il rischio di problemi cardiaci nel tempo.
Alcuni studi precedenti hanno mostrato che l’esercizio intenso può causare un aumento temporaneo di alcune sostanze nel sangue legate al cuore (come la troponina e il BNP) e una temporanea alterazione della funzione del cuore. Anche se questi cambiamenti di solito tornano normali, si ipotizza che un esercizio molto intenso e prolungato nel tempo possa causare danni permanenti.
Cosa è stato fatto nello studio
- 68 atleti master non professionali sono stati osservati durante la gara.
- È stato registrato un elettrocardiogramma (ECG) continuo dal giorno prima fino alla fine della gara per monitorare l’attività elettrica del cuore.
- Prima e dopo la gara sono stati fatti esami ecocardiografici (che usano gli ultrasuoni per vedere il cuore) e un ECG a 12 derivazioni (un controllo più completo dell’attività elettrica).
Risultati principali
- Dopo la gara, alcuni parametri dell’ECG sono cambiati: l’onda R in V1 (una parte del tracciato ECG) e la durata del QTc (un intervallo che indica il tempo di attività elettrica del cuore) erano aumentati.
- Il 7% degli atleti ha mostrato extrasistoli ventricolari, cioè battiti cardiaci extra che partono dai ventricoli, ma nessuno ha avuto episodi di tachicardia ventricolare non sostenuta, che è un ritmo cardiaco molto veloce e potenzialmente pericoloso.
- La funzione del cuore, valutata con parametri come la frazione d’eiezione ventricolare sinistra (che indica quanto sangue il cuore pompa) e il global longitudinal strain (GLS) (una misura della deformazione del muscolo cardiaco), non è cambiata in modo significativo dopo la gara.
- Anche la funzione e le dimensioni del ventricolo destro non hanno mostrato variazioni importanti.
Cosa significa tutto questo
I ricercatori hanno osservato che, nonostante l’esercizio molto intenso dell’ultramaratona, non ci sono stati cambiamenti importanti nella funzione del cuore degli atleti master studiati. Alcune modifiche nell’ECG sono state rilevate, ma non sono state associate a problemi gravi come aritmie pericolose.
In conclusione
Questo studio suggerisce che una gara di ultramaratona non provoca alterazioni significative nella funzione cardiaca o aritmie gravi in atleti master non professionali. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per confermare questi risultati e capire meglio gli effetti a lungo termine dell’esercizio intenso sul cuore.