Che cosa sono apolipoproteina B e colesterolo non-HDL?
Apolipoproteina B (apoB) è una proteina che si trova nelle particelle di grasso nel sangue che possono causare problemi al cuore. Colesterolo non-HDL indica tutto il colesterolo che non fa parte del colesterolo "buono" (HDL), quindi comprende quello che può aumentare il rischio di malattie cardiache.
Perché sono importanti nella valutazione del rischio?
Tradizionalmente, si guarda soprattutto al colesterolo LDL per capire il rischio di malattie cardiache. Tuttavia, anche quando il colesterolo LDL è sotto controllo con le statine (farmaci per abbassare il colesterolo), può rimanere un rischio residuo per problemi come infarto o morte.
Uno studio su oltre 13.000 persone in trattamento con statine per circa 8 anni ha mostrato che:
- Livelli alti di apoB e colesterolo non-HDL erano collegati a un aumento del rischio di infarto e di morte per qualsiasi causa.
- Alti livelli di colesterolo LDL, invece, non erano associati a questo aumento di rischio in modo significativo.
Quale indicatore è più affidabile?
L'apoB si è dimostrata un indicatore più preciso per prevedere il rischio di morte e di infarto rispetto sia al colesterolo LDL che al colesterolo non-HDL. Questo significa che misurare l'apoB potrebbe aiutare a identificare meglio chi ha ancora un rischio elevato nonostante la terapia.
Cosa significa per il futuro?
In futuro, è possibile che la misurazione dell'apoB diventi una pratica comune per valutare il rischio residuo nelle persone in trattamento con statine. Tuttavia, è importante anche capire quali farmaci o strategie possono ridurre questo rischio residuo. Per questo motivo, sono necessari ulteriori studi.
In conclusione
Controllare solo il colesterolo LDL potrebbe non essere sufficiente per valutare completamente il rischio di problemi cardiaci. L'apolipoproteina B e il colesterolo non-HDL sono importanti per identificare un rischio residuo che può persistere anche dopo la terapia con statine. L'apoB, in particolare, sembra essere un indicatore più affidabile per prevedere eventi come infarto e morte. Nuove ricerche aiuteranno a capire come usare queste informazioni per migliorare la prevenzione.