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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/04/2021 Lettura: ~3 min

Dual Pathway Inhibition: una nuova opportunità nella prevenzione delle malattie aterotrombotiche

Fonte
Francesco Summaria, U.O.S. Emodinamica-U.O.C. Cardiologia, Ospedale Sant’Eugenio, Roma; Basato su studi e linee guida ESC, studio COMPASS e pubblicazioni scientifiche tra cui Eur Heart J e N Engl J Med.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Summaria Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1253 Sezione: 75

Introduzione

Le malattie aterotrombotiche, come quelle coronariche, l'ictus e le patologie delle arterie periferiche, sono condizioni comuni che aumentano il rischio di eventi cardiovascolari. Negli ultimi anni, nuove strategie terapeutiche hanno mostrato di poter ridurre significativamente questi rischi, offrendo maggiori possibilità di prevenzione e migliorando la qualità della vita dei pazienti.

Che cosa sono le malattie aterotrombotiche

Le malattie aterotrombotiche comprendono disturbi come la malattia coronarica, l'ictus e le arteriopatie periferiche. Queste condizioni sono causate dalla formazione di placche nelle arterie che possono portare alla formazione di coaguli (trombi), aumentando il rischio di eventi gravi come infarti o ictus.

Rischio persistente e malattie multidistretto

Anche dopo trattamenti iniziali efficaci, come l'apertura delle arterie o interventi di emergenza, il rischio di nuovi eventi rimane alto. Questo perché l'aterotrombosi può colpire più parti del corpo contemporaneamente, ad esempio cuore, cervello e arti. Un paziente con problemi alle arterie periferiche ha un rischio molto più alto di infarto o ictus rispetto a chi non ha questa condizione.

Strategie di prevenzione secondaria

Per prevenire nuovi eventi, è importante usare terapie che agiscono su più meccanismi del sangue. La terapia tradizionale usa l'aspirina (ASA) per evitare che le piastrine si aggregino e formino coaguli. Una nuova strategia, chiamata Dual Pathway Inhibition (DPI), combina l'aspirina con una bassa dose di Rivaroxaban, un farmaco che agisce su un altro fattore della coagulazione.

Lo studio COMPASS

Lo studio COMPASS ha confrontato la sola aspirina con la combinazione di aspirina e Rivaroxaban in oltre 27.000 pazienti con malattie aterotrombotiche. I risultati hanno mostrato che la combinazione riduce il rischio di eventi cardiovascolari del 24% e anche la mortalità per tutte le cause. Tuttavia, è aumentato il rischio di sanguinamenti maggiori, soprattutto a livello gastrointestinale, ma non sono aumentati i sanguinamenti più gravi come quelli cerebrali o fatali.

Bilancio tra benefici e rischi

Nonostante un aumento dei sanguinamenti, il beneficio complessivo della terapia combinata è risultato superiore, con una riduzione significativa degli eventi gravi e della mortalità. Inoltre, il rischio di sanguinamenti si stabilizza dopo il primo anno, mentre la protezione contro gli eventi continua a migliorare nel tempo.

Importanza della personalizzazione della terapia

È fondamentale adattare il trattamento alle caratteristiche di ogni paziente, valutando il rischio individuale di eventi ischemici e di sanguinamento. Questo richiede un'attenta valutazione durante il ricovero e nei controlli successivi, coinvolgendo diversi specialisti. L'obiettivo è superare la tendenza a non modificare le terapie nei pazienti considerati "stabili", che in realtà possono avere un rischio elevato di nuovi eventi.

Scelta della terapia antitrombotica

  • DAPT (terapia antiaggregante doppia): combinazione di due farmaci antiaggreganti, indicata soprattutto in pazienti con recente intervento coronarico.
  • DPI (Dual Pathway Inhibition): combinazione di aspirina e Rivaroxaban, indicata in pazienti con malattia aterotrombotica sia coronarica che periferica, con o senza recente intervento.

La DPI copre una platea più ampia di pazienti e rappresenta una nuova opportunità per migliorare la prevenzione secondaria.

Ruolo delle linee guida e strumenti di supporto

Le linee guida europee e il piano terapeutico italiano per Rivaroxaban 2,5 mg aiutano i medici a scegliere il trattamento più adatto, garantendo efficacia e sicurezza. L'uso di checklist rapide e schemi condivisi tra specialisti facilita l'identificazione dei pazienti ad alto rischio che possono beneficiare di queste terapie.

In conclusione

La combinazione di aspirina e Rivaroxaban rappresenta una nuova e importante strategia per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari in pazienti con malattie aterotrombotiche. È essenziale personalizzare la terapia in base al rischio individuale, superando l'inerzia terapeutica e utilizzando strumenti e linee guida per garantire cure efficaci e sicure.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Summaria

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