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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/05/2021 Lettura: ~3 min

Il ruolo dei trigliceridi nel rischio di malattie cardiovascolari: lo studio TG-REAL

Fonte
Studio TG-REAL condotto in Italia, Università di Bologna e Ospedale Policlinico S.Orsola Malpighi, Bologna.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Borghi Aggiornato il 02/02/2026

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Categoria: 989 Sezione: 22

Introduzione

Le malattie cardiovascolari sono influenzate da diversi fattori di rischio, tra cui pressione alta, diabete e alterazioni dei grassi nel sangue. Tra questi grassi, i trigliceridi stanno ricevendo sempre più attenzione perché alti livelli possono aumentare il rischio di problemi al cuore. Lo studio italiano TG-REAL ha analizzato questo legame in una grande popolazione, aiutandoci a capire meglio l'importanza di controllare i trigliceridi per la salute del cuore.

Che cosa sono i trigliceridi e perché sono importanti

I trigliceridi sono un tipo di grasso presente nel sangue. Quando mangiamo, il corpo trasforma le calorie che non usa subito in trigliceridi, che vengono immagazzinati nelle cellule adipose. Livelli troppo alti di trigliceridi nel sangue, chiamati ipertrigliceridemia, possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, cioè problemi al cuore e ai vasi sanguigni.

Il ruolo dei trigliceridi nel rischio cardiovascolare

  • Tradizionalmente, si è prestata più attenzione al colesterolo, soprattutto al colesterolo LDL (quello "cattivo"), ma ora sappiamo che anche i trigliceridi sono molto importanti.
  • Studi genetici hanno dimostrato che livelli elevati di trigliceridi, anche se causati da fattori ereditari, aumentano il rischio di malattie del cuore in modo indipendente da altri fattori.
  • Le linee guida europee raccomandano di considerare livelli di trigliceridi superiori a 150 mg/dL come un segnale di rischio cardiovascolare.
  • I trigliceridi si trovano in particelle chiamate VLDL (lipoproteine a bassissima densità), diverse da quelle che trasportano il colesterolo LDL e HDL.
  • Anche in persone che hanno già ridotto il colesterolo LDL con farmaci, livelli alti di trigliceridi possono rappresentare un rischio residuo per il cuore.

Lo studio TG-REAL: cosa ha fatto e cosa ha scoperto

Lo studio TG-REAL ha analizzato oltre 158.000 persone in Italia, escludendo chi già assumeva farmaci per abbassare i trigliceridi, per osservare l'effetto dei livelli naturali di trigliceridi sul rischio di eventi cardiovascolari.

  • La popolazione era composta da uomini e donne di età media, con basso numero di altre malattie.
  • I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi in base ai livelli di trigliceridi: normali (meno di 150 mg/dL), elevati (tra 150 e 500 mg/dL) e molto elevati (oltre 500 mg/dL).
  • Lo studio ha seguito gli eventi cardiovascolari e la mortalità per un anno, osservando che il rischio cresceva con l'aumentare dei trigliceridi.
  • Chi aveva trigliceridi elevati aveva più del doppio del rischio di eventi cardiovascolari rispetto a chi aveva trigliceridi normali; chi aveva livelli molto alti aveva un rischio circa quattro volte maggiore.
  • Questi risultati sono stati confermati anche dopo aver considerato altri fattori di rischio.

Caratteristiche della popolazione e implicazioni

La popolazione studiata aveva un rischio cardiovascolare complessivamente basso, ma anche in questo gruppo i trigliceridi si sono dimostrati un importante indicatore di rischio. Questo significa che i trigliceridi possono essere utili per identificare persone a rischio anche nelle fasi iniziali della malattia aterosclerotica, quella che porta all'accumulo di grassi nelle arterie.

In conclusione

Lo studio TG-REAL conferma che i livelli di trigliceridi nel sangue sono un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, anche in persone con basso rischio apparente. È quindi importante considerare i trigliceridi insieme ad altri fattori per valutare la salute del cuore e adottare strategie di prevenzione efficaci.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Borghi

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