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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/05/2021 Lettura: ~2 min

Rivascolarizzazione delle lesioni non responsabili nello STEMI: angiografia più efficace dell’FFR

Fonte
ACC 2021 Congress.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1267 Sezione: 77

Introduzione

Nei pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), è comune trovare altre arterie coronarie parzialmente ostruite oltre a quella che ha causato l'infarto. Questo testo spiega due metodi per decidere come trattare queste ulteriori ostruzioni e confronta la loro efficacia.

Che cosa significa rivascolarizzazione delle lesioni non responsabili

Quando si verifica un infarto STEMI, una delle arterie del cuore è bloccata e causa il danno. Spesso, però, altre arterie hanno restringimenti (stenosi) che potrebbero essere pericolosi. La rivascolarizzazione è il trattamento che mira a riaprire queste arterie ostruite per migliorare il flusso di sangue al cuore.

Come si identificano le stenosi da trattare

Ci sono due modi principali per capire quali restringimenti devono essere trattati:

  • Valutazione visiva con angiografia: è un esame che mostra le arterie del cuore e permette al medico di vedere direttamente dove ci sono restringimenti.
  • Valutazione funzionale con FFR (fractional flow reserve): è una misura che valuta quanto un restringimento limita realmente il flusso di sangue, usando una sonda speciale durante l’angiografia.

Lo studio FLOWER-MI: confronto tra le due strategie

Lo studio FLOWER-MI ha confrontato questi due metodi in pazienti con STEMI che avevano già ricevuto un trattamento efficace per l’arteria principale bloccata e avevano almeno un’altra stenosi significativa (almeno il 50% di restringimento).

Lo studio ha escluso pazienti con condizioni particolari come shock cardiogeno, precedenti interventi di bypass, arterie molto tortuose o calcificate, occlusioni croniche o malattia di un solo vaso.

In totale, 1.171 pazienti sono stati divisi casualmente in due gruppi: uno valutato e trattato con la sola angiografia e l’altro con la valutazione funzionale FFR.

I risultati e cosa significano

Dopo un anno di controllo, non sono state trovate differenze importanti tra i due gruppi riguardo al rischio di eventi cardiovascolari gravi, come nuovi infarti o necessità di altri interventi.

Poiché la valutazione con FFR ha costi più elevati e non ha mostrato un beneficio aggiuntivo rispetto all’angiografia, si suggerisce di preferire la strategia basata sull’angiografia per decidere il trattamento delle ulteriori stenosi.

In conclusione

Nei pazienti con infarto STEMI e altre arterie parzialmente ostruite, il trattamento guidato dall’angiografia è efficace quanto quello guidato dalla valutazione funzionale FFR. Considerando i costi e i benefici, l’angiografia è una scelta più pratica e vantaggiosa per gestire queste lesioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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