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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/05/2021 Lettura: ~3 min

Meglio sospendere l’aspirina anziché il clopidogrel dopo una rivascolarizzazione coronarica percutanea?

Fonte
Fonte: Congresso ACC 2021.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

Dopo un intervento per aprire le arterie del cuore con uno stent, i pazienti iniziano spesso una terapia con due farmaci per prevenire la formazione di coaguli. In seguito, si sospende uno dei due farmaci e si continua con l’altro a lungo termine. Questo testo spiega uno studio che ha confrontato quale dei due farmaci, aspirina o clopidogrel, sia più sicuro ed efficace da usare dopo questo tipo di intervento.

Che cosa significa la rivascolarizzazione coronarica e la terapia antiaggregante?

La rivascolarizzazione coronarica è un intervento che serve a migliorare il flusso di sangue al cuore, spesso attraverso l'inserimento di uno stent, un piccolo tubicino che mantiene aperta l'arteria. Dopo questo intervento, per evitare che si formino coaguli di sangue che possono bloccare lo stent, i pazienti assumono due farmaci antiaggreganti, cioè che impediscono alle piastrine di attaccarsi tra loro. Questi farmaci sono solitamente aspirina e clopidogrel.

Cosa succede dopo il periodo iniziale di doppia terapia?

Dopo alcuni mesi di terapia con entrambi i farmaci (da 6 a 18 mesi), di solito si sospende uno dei due e si continua a prendere solo uno, per un tempo indefinito. Tradizionalmente, viene sospeso il clopidogrel e si continua con l’aspirina, ma non c'erano prove chiare su quale dei due fosse migliore da usare a lungo termine.

Lo studio HOST-EXAM: cosa ha valutato?

Lo studio chiamato HOST-EXAM ha coinvolto 5.530 pazienti in Corea che avevano ricevuto uno stent medicato e avevano già preso aspirina e clopidogrel per un periodo tra 6 e 18 mesi. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha continuato con l’aspirina, l’altro con il clopidogrel.

Risultati principali dello studio

  • Nei 24 mesi successivi, chi ha continuato con l’aspirina ha avuto più spesso eventi gravi come morte per qualsiasi causa, infarto, ictus, problemi cardiaci acuti o sanguinamenti importanti.
  • La probabilità di questi eventi è stata inferiore del 27% nel gruppo che ha continuato con il clopidogrel.
  • L’aspirina è stata anche associata a un rischio maggiore di eventi trombotici (come infarto o trombosi dello stent) e di sanguinamenti.

Limiti dello studio

  • Lo studio non era "cieco", cioè sia i medici che i pazienti sapevano quale farmaco assumevano.
  • Non sono stati valutati i fattori genetici che possono influenzare la risposta al clopidogrel.
  • Il periodo di osservazione è stato relativamente breve (2 anni).
  • Sono stati inclusi solo pazienti che avevano tollerato bene la doppia terapia per almeno 6 mesi e che non assumevano farmaci anticoagulanti.
  • Lo studio è stato fatto solo in Corea, quindi i risultati potrebbero non essere uguali in altre popolazioni.

Importanza dello studio

Questo studio ha affrontato un tema importante: quale farmaco antiaggregante è meglio continuare dopo un intervento con stent. I risultati suggeriscono che il clopidogrel potrebbe essere più sicuro ed efficace rispetto all’aspirina in questa situazione. Tuttavia, sono necessari altri studi più ampi e in diverse popolazioni per confermare questi risultati.

In conclusione

Dopo un intervento per aprire le arterie del cuore con uno stent, la scelta del farmaco da usare a lungo termine per prevenire coaguli è importante. Lo studio HOST-EXAM indica che continuare con il clopidogrel può ridurre il rischio di eventi gravi rispetto all’aspirina. Tuttavia, questa informazione deve essere confermata da ulteriori ricerche.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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