Che cos’è l’ipotermia terapeutica
L’ipotermia terapeutica è un trattamento che consiste nel ridurre la temperatura corporea per proteggere il cervello dopo un arresto cardiaco. Questo aiuta a limitare i danni causati dalla mancanza di ossigeno (anossia cerebrale) durante l’arresto.
Lo studio CAPITAL CHILL
Lo studio CAPITAL CHILL è stato condotto presso l’University of Ottawa Heart Institute tra il 2013 e il 2020. Ha coinvolto 367 pazienti in coma dopo un arresto cardiaco di probabile origine cardiaca. I pazienti sono stati divisi in due gruppi a cui è stata applicata una temperatura corporea diversa per 24 ore:
- un gruppo è stato raffreddato a 31 °C (temperatura più bassa);
- l’altro gruppo è stato mantenuto a 34 °C (temperatura più alta).
Solo gli infermieri che gestivano il raffreddamento sapevano a quale gruppo appartenevano i pazienti, per garantire imparzialità nello studio.
Risultati principali
Il risultato principale valutato è stato il tasso di mortalità o di gravi problemi neurologici dopo il trattamento. I risultati sono stati molto simili nei due gruppi:
- 48% di eventi negativi nel gruppo a 31 °C;
- 45% di eventi negativi nel gruppo a 34 °C.
Anche altri problemi come complicazioni legate a coaguli di sangue, sanguinamenti, polmonite, necessità di dialisi, crisi epilettiche o ictus sono comparsi con frequenze simili in entrambi i gruppi.
Cosa significa questo
Ridurre la temperatura corporea a un livello più basso non sembra offrire un vantaggio significativo rispetto a una temperatura leggermente più alta nel migliorare la prognosi dei pazienti comatosi dopo un arresto cardiaco.
In conclusione
L’ipotermia terapeutica è utile per proteggere il cervello dopo un arresto cardiaco. Tuttavia, mantenere una temperatura di 31 °C non migliora i risultati rispetto a una temperatura di 34 °C. Questo aiuta i medici a scegliere il modo migliore per applicare questo trattamento in modo sicuro ed efficace.