Che cosa sono le dislipidemie e perché sono importanti
Le dislipidemie indicano un livello troppo alto di alcuni grassi nel sangue, in particolare del colesterolo LDL, detto anche "colesterolo cattivo". Questo colesterolo è un fattore chiave che può causare malattie del cuore e dei vasi sanguigni, chiamate malattie cardiovascolari aterosclerotiche.
Le sfide nella gestione del colesterolo LDL
Nonostante le linee guida mediche raccomandino di abbassare il colesterolo LDL soprattutto nei pazienti a rischio, molti non raggiungono ancora i valori consigliati. Uno studio europeo su quasi 6.000 pazienti ha mostrato che solo circa un paziente su cinque con malattie cardiovascolari ha raggiunto i livelli raccomandati di colesterolo LDL.
Un problema importante è la difficoltà nell'uso delle statine, farmaci molto usati per abbassare il colesterolo. Alcuni pazienti lamentano effetti collaterali muscolari, chiamati SAMS, che spesso portano a interrompere la terapia.
Effetti collaterali delle statine: cosa dice la ricerca
Negli ultimi anni si è discusso molto se questi sintomi muscolari siano davvero causati dalle statine. Studi osservazionali suggeriscono che siano frequenti, ma studi più controllati hanno mostrato che i sintomi si presentano anche con placebo (una pillola senza principio attivo). Uno studio chiamato SAMSON ha evidenziato che il 90% degli effetti collaterali riportati con le statine si verificano anche senza farmaco, indicando che spesso i sintomi non sono direttamente causati dalle statine.
Quindi, solo una minoranza di pazienti ha veri problemi muscolari causati dalle statine. Il ruolo del medico è fondamentale per aiutare i pazienti a capire e gestire questi sintomi.
Nuove strategie per migliorare la cura
Si sta lavorando su nuovi approcci, come terapie cognitive comportamentali per aiutare i pazienti a tollerare meglio le statine. Inoltre, sono disponibili nuovi farmaci che abbassano il colesterolo senza usare le statine, come:
- ezetimibe
- anticorpi monoclonali PCSK9
- inclisiran
- acido bempedoico, che può essere usato da solo o in combinazione con ezetimibe
L'acido bempedoico agisce bloccando la produzione di colesterolo nel fegato in modo diverso dalle statine e ha dimostrato di ridurre il colesterolo LDL di circa il 35% in aggiunta alle statine.
Attualmente è in corso uno studio importante per capire se questo nuovo trattamento riduce anche gli eventi cardiovascolari, con risultati attesi nel 2023.
Un cambiamento necessario nel modo di curare
Gli esperti sottolineano che è necessario un "cambiamento epocale" nel modo di affrontare le dislipidemie. Questo significa:
- Misurare i livelli di lipidi più spesso e con maggiore attenzione
- Considerare non solo il colesterolo LDL, ma anche altri tipi di lipoproteine che possono essere dannose
- Usare più frequentemente terapie combinate, cioè più farmaci insieme, per raggiungere meglio gli obiettivi di salute
Questo approccio è simile a quello usato per altri fattori di rischio come la pressione alta o il diabete, dove la combinazione di terapie è ormai la norma.
In conclusione
La gestione delle dislipidemie è ancora migliorabile, soprattutto per raggiungere i livelli raccomandati di colesterolo LDL nei pazienti a rischio. Le difficoltà legate agli effetti collaterali delle statine sono spesso sovrastimate, e nuovi farmaci e strategie possono aiutare a superarle. Un approccio più attivo e combinato nel trattamento è fondamentale per proteggere la salute del cuore e dei vasi.