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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/07/2021 Lettura: ~4 min

Un cuore ballerino

Fonte
Angelo Buscaglia, Cardiologia, Ospedale Santa Corona, Pietra Ligure (SV); Alessandra Chinaglia, Direttore Struttura Complessa Cardiologia 3, ASL Città di Torino; Linee guida EHRA 2018 e 2021; studi ROCKET AF, ARISTOTLE, ENGAGE-AF TIMI 48, RE-LY.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Angelo Buscaglia - Alessandra Chinaglia Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1250 Sezione: 72

Introduzione

Questo racconto riguarda un uomo di 81 anni che ha avuto un episodio di perdita di coscienza, chiamato sincope. Durante la visita, è stata scoperta una particolare irregolarità del battito cardiaco chiamata fibrillazione atriale, mai diagnosticata prima. Il caso ci aiuta a capire come scegliere la terapia più adatta in presenza di condizioni complesse come obesità, uso di farmaci per l’epilessia e una storia di sanguinamenti.

Che cosa è successo al paziente

Un uomo di 81 anni, con un peso elevato (131 kg per 178 cm, indice di massa corporea o BMI di 41), è arrivato in Pronto Soccorso dopo aver perso conoscenza per breve tempo, subito dopo aver mangiato. Prima di perdere conoscenza, ha avvertito una sensazione di "testa vuota". La moglie ha assistito all’episodio, che non ha causato traumi. Il paziente non aveva mai avuto episodi simili prima e non lamenta dolore al petto o difficoltà a respirare, ma riferisce di percepire un "cuore che scappa" da alcune settimane.

Esami e risultati principali

  • Il battito cardiaco era irregolare e veloce (115 battiti al minuto).
  • L’elettrocardiogramma ha mostrato una fibrillazione atriale, un tipo di aritmia non nota in precedenza.
  • Gli esami del sangue hanno evidenziato una leggera difficoltà nell’ossigenazione, ma senza gravi alterazioni.
  • Un’ecografia del torace ha riscontrato un piccolo accumulo di liquido vicino al polmone sinistro e una vena cava inferiore dilatata.
  • Non sono state trovate trombosi nelle gambe.

Diagnosi e considerazioni

La fibrillazione atriale può aumentare il rischio di formazione di coaguli e quindi di ictus. Anche se questa aritmia non sembra la causa diretta della perdita di coscienza, è importante trattarla per prevenire complicazioni.

Il paziente ha un rischio elevato di ictus, valutato con punteggi specifici (CHA2DS2-VASc = 3), e un rischio moderato di sanguinamento (HAS-BLED = 2). Pertanto, è indicata una terapia anticoagulante, cioè un trattamento che aiuta a prevenire la formazione di coaguli nel sangue.

Scelta della terapia anticoagulante

La scelta tra i farmaci anticoagulanti tradizionali (come il Warfarin) e i nuovi anticoagulanti orali diretti (DOAC) deve considerare diversi fattori:

  • Interazioni farmacologiche: il paziente assume farmaci per l’epilessia (Carbamazepina e Levetiracetam) che possono interferire con i DOAC.
  • Obesità: con un BMI molto alto, ci sono dubbi sulla dose corretta e sull’efficacia dei DOAC.
  • Pregressa emorragia cerebrale: il paziente ha avuto in passato un ematoma subdurale, un tipo di sanguinamento nel cervello.

Interazioni con i farmaci antiepilettici

Le linee guida indicano che la Carbamazepina può ridurre l’efficacia di alcuni DOAC, mentre il Levetiracetam è considerato da usare con cautela insieme a tutti i DOAC. Tuttavia, queste raccomandazioni si basano soprattutto su studi teorici e non sono del tutto confermate da dati clinici.

Obesità e uso dei DOAC

Gli studi più importanti sui DOAC hanno incluso molti pazienti obesi. Questi studi mostrano che:

  • I pazienti obesi hanno un rischio di ictus simile o addirittura minore rispetto ai pazienti normopeso con fibrillazione atriale (fenomeno chiamato "obesity paradox").
  • L’efficacia e la sicurezza dei DOAC nei pazienti obesi sono simili a quelle del Warfarin.
  • Non ci sono evidenze di una ridotta concentrazione del farmaco nel sangue nei pazienti obesi, almeno fino a un BMI di 40 kg/m2.

Per pazienti con peso molto elevato (oltre 120 kg o BMI superiore a 40), le linee guida raccomandano cautela e, se possibile, il monitoraggio dei livelli del farmaco nel sangue.

Pregressa emorragia cerebrale

I DOAC sono generalmente preferiti al Warfarin perché riducono il rischio di sanguinamenti nel cervello. Questo è un vantaggio importante per il nostro paziente.

Decisione finale e raccomandazioni

Considerando tutti questi aspetti, la terapia con Warfarin potrebbe essere una scelta iniziale perché permette di monitorare facilmente il livello di anticoagulante nel sangue e quindi evitare un dosaggio troppo basso, soprattutto in presenza di interazioni farmacologiche e obesità.

Se il controllo del Warfarin risulta difficile, si può considerare l’uso di Edoxaban, un DOAC che ha meno interazioni con la Carbamazepina e per il quale ci sono dati favorevoli nei pazienti obesi.

In ogni caso, è importante consigliare al paziente di perdere peso, se possibile, per migliorare l’efficacia e la sicurezza della terapia.

Si può anche valutare il dosaggio del farmaco nel sangue per assicurarsi che la quantità assunta sia adeguata.

In conclusione

Un uomo anziano con fibrillazione atriale e obesità ha bisogno di una terapia anticoagulante per prevenire ictus. La scelta del farmaco deve tenere conto delle interazioni con i farmaci per l’epilessia, del peso elevato e della storia di sanguinamenti cerebrali. Il Warfarin permette un controllo più preciso, mentre alcuni nuovi anticoagulanti possono essere usati con attenzione e monitoraggio. La perdita di peso è un obiettivo importante per migliorare la salute complessiva.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Angelo Buscaglia - Alessandra Chinaglia

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