Il caso del paziente
Si tratta di un uomo di 78 anni con diverse malattie: pressione alta, diabete da 10 anni, problemi ai reni (insufficienza renale cronica) e una storia di intervento chirurgico all'aorta. Inoltre ha una colostomia, cioè un'apertura sull'addome per eliminare le feci, a causa di una fistola tra retto e vescica.
Il paziente prendeva vari farmaci a casa, ma non sempre seguiva bene le indicazioni e non faceva i controlli cardiologici previsti. Si è presentato al pronto soccorso perché da circa 10 giorni aveva difficoltà a respirare anche con piccoli sforzi.
Esami e diagnosi
- All'esame clinico era cosciente ma con difficoltà respiratoria moderata (classe NYHA III).
- Presentava gonfiore alle gambe e rumori anomali nei polmoni.
- Gli esami del sangue confermavano un peggioramento della funzione renale e un alto livello di un marker cardiaco (pro BNP) che indica sforzo del cuore.
- L'elettrocardiogramma mostrava un ritmo cardiaco regolare ma con segni di ingrossamento del cuore.
- L'ecocardiogramma evidenziava una leggera dilatazione di una parte del cuore, una funzione ridotta (40% contro un valore normale di circa 55-70%), e problemi alle valvole cardiache con un po' di pressione alta nei polmoni.
- L'ecografia del torace mostrava un piccolo accumulo di liquido e segni di congestione polmonare.
Trattamento e decorso
Il paziente è stato ricoverato in cardiologia e ha iniziato una terapia con farmaci che dilatano i vasi sanguigni e diuretici per ridurre il liquido in eccesso. Questo ha migliorato la sua respirazione.
Durante il ricovero ha avuto un episodio di aumento improvviso della pressione e un'aritmia chiamata fibrillazione atriale con battito cardiaco molto veloce. Per questo è stata fatta una cardioversione elettrica, cioè una scarica controllata per riportare il cuore a un ritmo normale, che è risultata efficace.
Dato il rischio elevato di formazione di coaguli nel sangue (che possono causare ictus) e il rischio di sanguinamento, è stata scelta una terapia anticoagulante con Edoxaban, un farmaco che previene la formazione di coaguli e che si assume una volta al giorno.
Alla dimissione, il paziente era migliorato molto, con meno difficoltà respiratorie e ritmo cardiaco regolare. La terapia includeva farmaci per il cuore, diuretici, anticoagulanti e farmaci per il diabete e il colesterolo.
Al controllo dopo 30 giorni, il paziente era stabile, con una funzione cardiaca leggermente migliorata e senza segni di pressione polmonare alta.
Perché Edoxaban è una scelta adatta
Edoxaban è un anticoagulante orale che ha dimostrato in studi importanti di essere efficace nel prevenire ictus nei pazienti con fibrillazione atriale, con un rischio minore di sanguinamenti gravi rispetto al warfarin, un anticoagulante tradizionale.
Questi studi hanno coinvolto migliaia di pazienti, anche anziani e con più malattie contemporaneamente, come nel caso descritto.
Importanza nelle malattie renali
La funzione dei reni è importante perché influisce sul rischio di sanguinamenti e di eventi trombotici (coaguli). Edoxaban ha dimostrato di mantenere la sua efficacia e sicurezza anche in pazienti con insufficienza renale moderata o grave, con dosaggi adattati.
Vantaggi pratici
- Si assume una volta al giorno, facilitando l'aderenza alla terapia.
- Ha un profilo di sicurezza favorevole, importante nei pazienti "fragili" con più malattie.
- La sua dose può essere adattata in base alla funzione renale durante il trattamento.
In conclusione
In pazienti anziani con più malattie e rischio sia di coaguli che di sanguinamenti, Edoxaban rappresenta una scelta sicura ed efficace. Grazie alla sua facilità d'uso e al buon profilo di sicurezza, può migliorare la gestione della terapia e la qualità della vita anche nei casi più complessi.