Che cos’è la sindrome coronarica acuta con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI)
La sindrome coronarica acuta è un termine che indica un problema improvviso al cuore causato da un blocco delle arterie che portano il sangue al muscolo cardiaco. Il sopraslivellamento del tratto ST è un segno particolare che si vede sull’elettrocardiogramma, un esame che registra l’attività elettrica del cuore, e indica un infarto in corso.
Quando si parla di presentazione tardiva
Si considera tardiva la presentazione in ospedale quando il paziente arriva dopo più di 12 ore dall’inizio dei sintomi dell’infarto. In questi casi, non è ancora chiaro qual è il momento migliore per intervenire per riaprire i vasi sanguigni bloccati.
Lo studio e i suoi risultati principali
- Lo studio ha analizzato dati di 6.273 pazienti con infarto di tipo STEMI.
- Tra questi, 1.169 persone (circa il 19%) sono arrivate in ospedale tra 12 e 48 ore dopo l’inizio dei sintomi, quindi in modo tardivo.
- Dopo aver escluso chi aveva ricevuto un altro tipo di trattamento chiamato fibrinolisi o chi era deceduto entro due giorni dal ricovero, sono stati esaminati 1.077 pazienti.
- Di questi, 729 (circa il 68%) hanno ricevuto la rivascolarizzazione entro 48 ore dall’arrivo in ospedale.
I benefici della rivascolarizzazione tardiva
- Entro 30 giorni dal ricovero, la mortalità (numero di persone decedute per qualsiasi causa) era molto più bassa tra chi aveva ricevuto la rivascolarizzazione (2,1%) rispetto a chi non l’aveva ricevuta (7,2%).
- Dopo un periodo medio di quasi 5 anni, la mortalità annuale era più bassa nel gruppo rivascolarizzato (circa 30 decessi ogni 1.000 pazienti all’anno) rispetto al gruppo non rivascolarizzato (circa 79 decessi ogni 1.000 pazienti all’anno).
- L’analisi statistica ha mostrato che la rivascolarizzazione tardiva è associata a una riduzione significativa del rischio di morte nel tempo.
In conclusione
Anche quando un infarto con sopraslivellamento del tratto ST viene trattato in modo tardivo, cioè dopo più di 12 ore dall’inizio dei sintomi, riaprire i vasi sanguigni bloccati può migliorare la sopravvivenza sia nel breve che nel lungo periodo. Questo suggerisce che la rivascolarizzazione può essere utile anche in questi casi, offrendo un beneficio importante ai pazienti.