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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/10/2021 Lettura: ~2 min

La rivascolarizzazione tardiva nel cuore dopo un infarto con alterazioni specifiche all’elettrocardiogramma

Fonte
Bouisset et al, studio pubblicato su JACC, DOI: 10.1016/j.jacc.2021.07.039.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando una persona ha un infarto del cuore con un particolare segno chiamato "sopraslivellamento del tratto ST" e arriva in ospedale più di 12 ore dopo l’inizio dei sintomi, il modo migliore per trattarla non è ancora del tutto chiaro. Recenti studi hanno esaminato se intervenire per riaprire i vasi sanguigni anche in questi casi possa aiutare a migliorare la salute e la sopravvivenza.

Che cos’è la sindrome coronarica acuta con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI)

La sindrome coronarica acuta è un termine che indica un problema improvviso al cuore causato da un blocco delle arterie che portano il sangue al muscolo cardiaco. Il sopraslivellamento del tratto ST è un segno particolare che si vede sull’elettrocardiogramma, un esame che registra l’attività elettrica del cuore, e indica un infarto in corso.

Quando si parla di presentazione tardiva

Si considera tardiva la presentazione in ospedale quando il paziente arriva dopo più di 12 ore dall’inizio dei sintomi dell’infarto. In questi casi, non è ancora chiaro qual è il momento migliore per intervenire per riaprire i vasi sanguigni bloccati.

Lo studio e i suoi risultati principali

  • Lo studio ha analizzato dati di 6.273 pazienti con infarto di tipo STEMI.
  • Tra questi, 1.169 persone (circa il 19%) sono arrivate in ospedale tra 12 e 48 ore dopo l’inizio dei sintomi, quindi in modo tardivo.
  • Dopo aver escluso chi aveva ricevuto un altro tipo di trattamento chiamato fibrinolisi o chi era deceduto entro due giorni dal ricovero, sono stati esaminati 1.077 pazienti.
  • Di questi, 729 (circa il 68%) hanno ricevuto la rivascolarizzazione entro 48 ore dall’arrivo in ospedale.

I benefici della rivascolarizzazione tardiva

  • Entro 30 giorni dal ricovero, la mortalità (numero di persone decedute per qualsiasi causa) era molto più bassa tra chi aveva ricevuto la rivascolarizzazione (2,1%) rispetto a chi non l’aveva ricevuta (7,2%).
  • Dopo un periodo medio di quasi 5 anni, la mortalità annuale era più bassa nel gruppo rivascolarizzato (circa 30 decessi ogni 1.000 pazienti all’anno) rispetto al gruppo non rivascolarizzato (circa 79 decessi ogni 1.000 pazienti all’anno).
  • L’analisi statistica ha mostrato che la rivascolarizzazione tardiva è associata a una riduzione significativa del rischio di morte nel tempo.

In conclusione

Anche quando un infarto con sopraslivellamento del tratto ST viene trattato in modo tardivo, cioè dopo più di 12 ore dall’inizio dei sintomi, riaprire i vasi sanguigni bloccati può migliorare la sopravvivenza sia nel breve che nel lungo periodo. Questo suggerisce che la rivascolarizzazione può essere utile anche in questi casi, offrendo un beneficio importante ai pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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