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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/10/2021 Lettura: ~3 min

Come riconoscere i pazienti con arteriopatia periferica che possono beneficiare della terapia combinata con antiaggreganti e anticoagulanti

Fonte
Studio COMPASS (Connelly et al, NEJM 2017); Eikelboom, JACC 2021; Anand et al, NEJM 2018; Steffel et al, Circulation 2020; Darmon et al, JACC 2018 e 2019; Kruger, EJVES 2018; Bauersachs, JACC 2021

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Urbinati Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1253 Sezione: 75

Introduzione

La gestione dei pazienti con arteriopatia periferica (PAD) è importante per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari gravi. Recenti studi hanno dimostrato che una combinazione di farmaci può aiutare a prevenire questi eventi in pazienti selezionati. In questa guida spieghiamo in modo semplice come identificare chi può trarre beneficio da questo trattamento.

Che cos'è lo studio COMPASS e cosa ha dimostrato

Lo studio COMPASS, condotto nel 2017, ha mostrato che in pazienti con problemi alle arterie e alto rischio di eventi come infarto o ictus, l'associazione di due farmaci, ASA (aspirina) 100 mg e rivaroxaban 2,5 mg due volte al giorno, riduce del 24% il rischio di morte cardiovascolare, ictus e infarto. Inoltre, uno studio successivo ha evidenziato una riduzione del 18% della mortalità totale.

Chi erano i pazienti coinvolti nello studio

Lo studio ha incluso persone con malattia delle arterie coronarie, arteriopatia periferica (PAD) o entrambe. In Italia, dal 2021, il rimborso per questa terapia è stato concesso solo ai pazienti con PAD, che rappresentano circa il 27% dei soggetti dello studio.

Come identificare i pazienti con PAD che possono ricevere questa terapia

I criteri per essere considerati eleggibili si basano su quanto previsto nello studio e includono:

  • Claudicatio (dolore alle gambe durante la camminata) con stenosi (restringimento) delle arterie degli arti inferiori superiore al 50%, confermata con esami come Doppler, angiografia o indice caviglia-braccio (ABI) inferiore a 0,9.
  • Storia di rivascolarizzazione degli arti inferiori, cioè interventi per migliorare il flusso sanguigno.
  • Pregressa amputazione di un arto inferiore.

Un altro criterio usato nello studio era la stenosi carotidea asintomatica oltre il 50%, ma questo non è riconosciuto per il rimborso in Italia, sebbene alcune regioni lo abbiano adottato.

Fattori che aumentano il beneficio della terapia combinata

Analisi approfondite hanno mostrato che pazienti con caratteristiche di alto rischio traggono maggior vantaggio dalla terapia combinata. Questi fattori includono:

  • Età superiore a 65 anni.
  • Coinvolgimento di più di un distretto arterioso (ad esempio sia arti inferiori che cuore).
  • Diabete.
  • Fumo.
  • Insufficienza renale cronica.
  • Pregresso ictus (stroke) o scompenso cardiaco.

La presenza di più di quattro di questi fattori aumenta notevolmente il rischio di eventi vascolari, mentre il rischio di sanguinamento non aumenta in modo significativo.

Importanza di una diagnosi precoce e gestione integrata

Nei pazienti con PAD, la prognosi dipende soprattutto dal rischio di eventi cardiaci. La terapia combinata di ASA e rivaroxaban non solo riduce gli eventi avversi agli arti inferiori, ma diminuisce anche gli eventi cardiaci maggiori. Intervenire precocemente, soprattutto in pazienti ad alto rischio, porta a un beneficio più grande.

È importante che diverse specialità mediche, come cardiologi, angiologi, nefrologi, neurologi, diabetologi e medici di base, collaborino per individuare i pazienti con PAD ad alto rischio e offrire loro una prevenzione più efficace.

In conclusione

La combinazione di aspirina e rivaroxaban è una terapia efficace per ridurre eventi cardiovascolari e problemi agli arti inferiori in pazienti con arteriopatia periferica ad alto rischio. È fondamentale riconoscere i pazienti che possono beneficiarne, soprattutto quelli con fattori di rischio aggiuntivi, e promuovere una gestione integrata per migliorare la loro salute a lungo termine.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Urbinati

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