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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/11/2021 Lettura: ~3 min

La terapia anticoagulante nella fibrillazione atriale nei pazienti fragili

Fonte
Dati presentati al congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) 2021; registro ETNA-AF-Europe; studio ENVISAGE-TAVI AF; Andreina Carbone, Specialista in Malattie dell’apparato cardiovascolare, A.O.U. “Luigi Vanvitelli”, Napoli

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1273 Sezione: 2

Introduzione

La fibrillazione atriale è un'aritmia molto comune, soprattutto nelle persone anziane con altre malattie. La sua gestione richiede attenzione, soprattutto quando si tratta di usare farmaci anticoagulanti per prevenire complicazioni come l'ictus. In questo testo spieghiamo in modo semplice come si affronta questa terapia nei pazienti più fragili.

Che cos'è la fibrillazione atriale e perché è importante la terapia anticoagulante

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco molto diffuso, che aumenta il rischio di ictus da 3 a 5 volte all'anno. Colpisce soprattutto le persone anziane, spesso con altre malattie e che assumono molti farmaci. Questo rende più difficile gestire la terapia medica.

Quando indicata, la terapia anticoagulante è fondamentale per ridurre il rischio di ictus. Oggi, i farmaci chiamati anticoagulanti orali diretti (DOAC) sono la prima scelta, anche negli anziani e in chi ha altre malattie. Questi farmaci sono preferiti rispetto ai vecchi anticoagulanti (VKA) perché sono più facili da usare e hanno meno interazioni con cibi e altri medicinali.

Anticoagulanti e funzione renale nei pazienti con fibrillazione atriale

Negli ultimi anni, è aumentato il numero di anziani con insufficienza renale cronica, cioè una ridotta funzione dei reni. Questa condizione è comune in chi ha fibrillazione atriale e aumenta sia il rischio di trombi (coaguli) sia di sanguinamenti.

I DOAC vengono eliminati dal corpo anche attraverso i reni, quindi è importante controllare regolarmente la funzione renale. Alcuni studi hanno mostrato che i vecchi anticoagulanti (VKA) possono peggiorare la funzione dei reni nel tempo, mentre i DOAC sembrano non causare questo problema.

Un grande studio chiamato ETNA-AF-Europe ha seguito circa 28.000 pazienti con fibrillazione atriale trattati con il DOAC edoxaban per 2-4 anni. Tra 9.084 pazienti analizzati, la maggior parte non ha avuto peggioramenti della funzione renale. Tuttavia, chi ha avuto un peggioramento ha mostrato un rischio più alto di morte, sanguinamenti maggiori e ictus. Fortunatamente, il rischio di emorragie nel cervello è rimasto basso indipendentemente dalla funzione renale.

Lo studio ha anche evidenziato che i pazienti considerati fragili (cioè con condizioni di salute più delicate) hanno una prognosi peggiore e più eventi cardiovascolari. Per questo motivo, le linee guida raccomandano di valutare sempre la fragilità negli anziani con fibrillazione atriale.

Anticoagulanti nei pazienti con fibrillazione atriale sottoposti a TAVR

La TAVR è una procedura per sostituire la valvola aortica del cuore senza intervento chirurgico aperto, usata soprattutto nei pazienti anziani con stenosi aortica severa. Molti di questi pazienti hanno anche fibrillazione atriale e necessitano di terapia anticoagulante.

Per le protesi valvolari biologiche, compresa la TAVR, i DOAC sono la prima scelta per la fibrillazione atriale, anche se i dati specifici erano limitati fino a poco tempo fa.

Al congresso europeo di cardiologia 2021 sono stati presentati i risultati dello studio ENVISAGE-TAVI AF, che ha confrontato edoxaban con i vecchi anticoagulanti (VKA) in pazienti con fibrillazione atriale dopo TAVR. Edoxaban si è dimostrato altrettanto efficace e sicuro, con risultati simili su mortalità, ictus e sanguinamenti maggiori.

Un aspetto da considerare è che con edoxaban si è osservato un rischio più alto di sanguinamenti gastrointestinali rispetto ai VKA, mentre le emorragie gravi come quelle nel cervello sono state rare in entrambi i gruppi.

Questi dati suggeriscono che edoxaban è un'opzione valida per i pazienti anziani e fragili con fibrillazione atriale sottoposti a TAVR, ma richiede attenzione particolare ai possibili sanguinamenti a livello dello stomaco e intestino.

In conclusione

La fibrillazione atriale è una condizione comune negli anziani e richiede spesso una terapia anticoagulante per prevenire ictus. I DOAC, in particolare edoxaban, sono oggi considerati la scelta migliore anche nei pazienti fragili o con problemi renali. Nei pazienti sottoposti a TAVR, edoxaban è efficace e sicuro, ma è importante monitorare possibili sanguinamenti gastrointestinali. La valutazione della fragilità e della funzione renale è fondamentale per una gestione sicura e personalizzata della terapia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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