Che cos’è lo studio SANTORINI
Lo studio SANTORINI è una ricerca condotta in 14 paesi europei che osserva come vengono curati i pazienti con ipercolesterolemia (cioè livelli troppo alti di colesterolo nel sangue) e un rischio elevato o molto elevato di malattie cardiovascolari. Lo studio si svolge in condizioni di vita reale, cioè senza modificare il modo in cui i medici curano normalmente i pazienti.
L’obiettivo è capire se le Linee Guida Europee del 2019, che indicano i livelli di colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") da raggiungere per ridurre il rischio di problemi al cuore, vengono messe in pratica correttamente.
Risultati principali dello studio
- Lo studio ha coinvolto 9.609 pazienti, di cui un terzo donne.
- Il 18,6% dei pazienti a rischio alto o molto alto non riceveva nessuna terapia per abbassare il colesterolo.
- La maggior parte (54,1%) riceveva una sola medicina (monoterapia).
- Solo il 27,3% dei pazienti utilizzava una terapia combinata, cioè più farmaci insieme.
- Farmaci importanti come l’ezetimibe e gli inibitori di PCSK-9 erano poco usati.
Questi dati mostrano che spesso il trattamento non è abbastanza aggressivo, nonostante sia noto che abbassare il colesterolo LDL riduce significativamente il rischio di eventi cardiovascolari, anche nei giovani senza altri fattori di rischio.
Perché è importante trattare bene l’ipercolesterolemia
Il colesterolo LDL alto è un fattore di rischio silenzioso per malattie cardiache e ictus. Non dà sintomi evidenti fino a quando non causa danni seri. Per questo è fondamentale seguire le raccomandazioni mediche e puntare a livelli di colesterolo consigliati, in base al rischio individuale.
Nuove terapie e loro vantaggi
Al congresso dell’American College of Cardiology nel 2021 sono stati presentati dati su un nuovo farmaco chiamato acido bempedoico. Questo farmaco, usato insieme alle statine o da solo in chi non tollera le statine, può ridurre ulteriormente il rischio di eventi cardiovascolari.
- L’acido bempedoico agisce bloccando un enzima che serve per produrre colesterolo nel fegato.
- Viene attivato solo nel fegato, quindi ha meno effetti collaterali ai muscoli rispetto alle statine.
- È disponibile da solo o in combinazione con ezetimibe.
- È indicato per adulti con ipercolesterolemia familiare o dislipidemia mista, quando le statine non sono sufficienti o non possono essere usate.
- Non deve essere usato in gravidanza, durante l’allattamento o insieme a dosi elevate di simvastatina.
In conclusione
Lo studio SANTORINI evidenzia che molti pazienti ad alto rischio cardiovascolare non ricevono terapie adeguate per abbassare il colesterolo. È importante migliorare la gestione di queste persone, utilizzando le terapie più efficaci e seguendo le linee guida per prevenire eventi gravi come infarti e ictus. Nuovi farmaci come l’acido bempedoico offrono ulteriori possibilità per raggiungere questi obiettivi in modo sicuro.