Valutazione dei pazienti con sospetto di rallentamento del battito cardiaco
Quando una persona ha episodi di svenimento o altri sintomi che potrebbero essere causati da un battito cardiaco troppo lento (bradicardia), è importante fare una valutazione completa. Se i controlli iniziali non chiariscono la causa, si può considerare l'uso di un dispositivo chiamato loop recorder, che registra il ritmo cardiaco per lunghi periodi.
È utile anche monitorare il cuore con un elettrocardiogramma per vedere se i sintomi corrispondono a problemi del ritmo. Alcuni test specifici possono aiutare a capire meglio la situazione, come il massaggio del seno carotideo (dopo aver escluso altre cause), il tilt test per sospette sincope neuromediate, e la prova da sforzo per sintomi legati all'attività fisica.
L'imaging cardiaco, come l'ecocardiogramma o la risonanza magnetica, è raccomandato per valutare la struttura e la funzione del cuore, soprattutto se si sospetta una malattia cardiaca.
In alcuni casi, esami del sangue aiutano a escludere cause reversibili di bradicardia, come problemi alla tiroide o squilibri elettrolitici.
Per pazienti con sincope e blocco del sistema di conduzione del cuore, può essere utile uno studio elettrofisiologico per decidere se è necessario un pacemaker.
Infine, in pazienti giovani con disturbi della conduzione, può essere considerato un test genetico per identificare cause ereditarie.
Quando è indicato l'impianto di pacemaker
Il pacemaker è un dispositivo che aiuta a mantenere un ritmo cardiaco adeguato e può essere indicato in diverse situazioni:
- In pazienti con sintomi causati da un nodo del seno che non funziona bene (sindrome bradi-tachi), per correggere il battito lento e permettere anche l'uso di farmaci.
- In presenza di alcune aritmie, come la fibrillazione atriale, con blocchi avanzati del cuore, anche senza sintomi.
- Per evitare pacing ventricolare non necessario, nei pazienti con pacemaker bicamerale.
- In caso di episodi di svenimento gravi e ricorrenti, con documentazione di pause cardiache lunghe.
- In alcune condizioni specifiche, come dopo infarto, interventi chirurgici o procedure cardiache come la TAVI, quando persistono blocchi del ritmo.
Altre strategie, come l'ablazione della fibrillazione atriale, possono aiutare a evitare l'impianto di pacemaker in alcuni casi.
Terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT)
La CRT è una terapia che aiuta il cuore a battere in modo più coordinato, migliorando la funzione cardiaca in pazienti selezionati. Le nuove linee guida raccomandano:
- L'impianto di dispositivi CRT con funzione di defibrillatore (CRT-D) in pazienti che ne hanno indicazione.
- La valutazione personalizzata del rischio e la condivisione della scelta con il paziente.
- Considerare la CRT in pazienti con fibrillazione atriale e scompenso cardiaco, anche se il ritmo non è controllato.
Altre modalità di stimolazione
Oltre al pacemaker tradizionale, ci sono altre opzioni:
- La stimolazione hissiana, che mira a stimolare una parte specifica del sistema di conduzione del cuore, può essere considerata in casi particolari.
- I pacemaker senza fili (leadless) sono un'alternativa quando non è possibile usare i sistemi tradizionali o c'è alto rischio di infezione.
Monitoraggio e pacing temporaneo
Il monitoraggio remoto dei dispositivi è raccomandato per facilitare i controlli, soprattutto quando il paziente ha difficoltà a recarsi in ospedale.
Il pacing temporaneo, cioè una stimolazione cardiaca temporanea, è indicato in situazioni di emergenza con battito troppo lento che non risponde ai farmaci, o in attesa di un pacemaker permanente.
In conclusione
Le nuove Linee Guida ESC/EHRA forniscono indicazioni aggiornate e dettagliate per la diagnosi e il trattamento dei disturbi del ritmo cardiaco. Queste raccomandazioni aiutano a scegliere il momento giusto per impiantare un pacemaker o utilizzare la terapia di resincronizzazione, garantendo un approccio personalizzato e sicuro per ogni paziente.