Profilo clinico di Carla G.
Carla G. ha 73 anni ed è in pensione. Ha una storia familiare importante di malattie cardiovascolari: sua madre è morta improvvisamente a 44 anni, suo fratello ha diabete e problemi renali, e molti suoi fratelli soffrono di pressione alta e diabete. Carla ha ricevuto la diagnosi di diabete di tipo 2 a 50 anni e ha iniziato ad avere pressione alta intorno ai 45 anni. Ha smesso di fumare 15 anni fa dopo aver fumato circa 10 sigarette al giorno.
Ha una malattia cardiaca cronica con posizionamento di stent (piccoli tubi per mantenere aperte le arterie) nel 2020. Presenta anche una placca calcificata nella carotide destra (arteria del collo) e una stenosi (restringimento) del 35% a sinistra. Inoltre, soffre di artrosi alle anche che le causa dolore durante la camminata.
A causa del lockdown, Carla non ha potuto fare controlli diabetologici fino a marzo 2021. I suoi parametri sono: altezza 155 cm, peso 75 kg, indice di massa corporea (IMC) 31,2 (leggera obesità), pressione arteriosa 135/80 mmHg e frequenza cardiaca 85 battiti al minuto. Gli esami del sangue mostrano glicemia alta, emoglobina glicata elevata (indicatore del controllo del diabete), colesterolo totale e LDL (colesterolo "cattivo") alti, e trigliceridi elevati.
Esami e valutazioni effettuate
Il diabetologo ha modificato la terapia insulinica e i farmaci per il colesterolo. Ha anche richiesto valutazioni neurologiche, oculistiche, podologiche e cardiologiche. Alla visita cardiologica, l'elettrocardiogramma mostra un ritmo normale ma con un blocco di branca destra. L'ecocardiogramma evidenzia una funzione cardiaca generalmente conservata, ma con qualche alterazione nella fase di rilassamento del cuore e una lieve stenosi della valvola aortica. L'ecocolordoppler delle arterie del collo mostra placche calcificate con restringimenti del 50% a sinistra e 40% a destra.
Approfondimenti diagnostici consigliati
Per valutare il rischio residuo di problemi cardiaci, si consiglia di eseguire una scintigrafia miocardica con stimolazione farmacologica. Questo esame permette di vedere come il cuore riceve il sangue sotto stress, senza richiedere movimento fisico che per Carla sarebbe difficile a causa del dolore alle anche.
Test aggiuntivi per valutare la circolazione degli arti inferiori
Per lo screening dell'arteriopatia periferica (problemi di circolazione nelle gambe), l'esame più indicato è l'Ankle Brachial Index (ABI). Questo test misura la pressione del sangue alla caviglia e al braccio per capire se ci sono restringimenti nelle arterie delle gambe.
Nel caso di Carla, l'ABI è risultato 0,85 a destra e 0,80 a sinistra, valori che indicano la presenza di arteriopatia periferica. Questo significa che le arterie delle gambe sono parzialmente ostruite, anche se la paziente non ha sintomi evidenti a causa delle limitazioni nel cammino.
Scelte terapeutiche
Carla è considerata ad alto rischio per problemi cardiaci e vascolari, a causa della sua malattia cardiaca, del diabete e dell'arteriopatia periferica. Per questo motivo, oltre all'aspirina (ASA) per prevenire la formazione di coaguli, le viene prescritta una terapia combinata con rivaroxaban, un farmaco che aiuta a ridurre ulteriormente il rischio di eventi cardiovascolari.
Importanza dello screening e della gestione multidisciplinare
- Il diabete spesso si associa a malattie cardiovascolari e a problemi circolatori in più distretti del corpo.
- Lo screening regolare, come la misurazione dell'ABI, è fondamentale per identificare precocemente problemi vascolari anche quando i sintomi non sono evidenti.
- La terapia deve essere personalizzata e può richiedere l'uso di più farmaci per ridurre il rischio di eventi gravi come infarti o ictus.
In conclusione
Carla G. è una paziente con diabete e malattia cardiaca che presenta anche un'arteriopatia periferica degli arti inferiori. La valutazione approfondita con esami specifici come la scintigrafia miocardica e l'ABI è essenziale per comprendere il rischio residuo e guidare le scelte terapeutiche. L'associazione di farmaci antitrombotici, come aspirina e rivaroxaban, può aiutare a ridurre il rischio di eventi cardiovascolari in pazienti ad alto rischio come Carla.