Chi è il paziente e la sua storia
Ciro C. ha 68 anni ed è un macellaio. Nella sua famiglia ci sono molti casi di malattie cardiache: suo padre ha avuto un infarto e un ictus, e anche gli zii hanno avuto infarti. Sua madre ha il diabete di tipo 2.
Ciro non fa attività fisica e conduce una vita molto sedentaria. Fuma circa 15 sigarette al giorno. Le sue misure corporee indicano un peso superiore alla norma e una circonferenza addominale elevata, fattori che aumentano il rischio cardiaco.
In passato ha avuto problemi importanti: nel 2015 un intervento per migliorare il flusso sanguigno in un'arteria della gamba e nel 2018 un infarto con posizionamento di due stent nelle arterie del cuore. Da allora non ha fatto visite cardiologiche regolari e non riferisce dolori al petto.
Esami consigliati per il controllo
Per pazienti come Ciro, le linee guida europee suggeriscono di fare controlli regolari anche se non ci sono sintomi evidenti. Questi controlli includono:
- Esami del sangue ogni 2 anni per controllare colesterolo, zuccheri e funzione renale.
- Un elettrocardiogramma (ECG) a 12 derivazioni per valutare il ritmo e la frequenza del cuore e per individuare eventuali segni di problemi silenti.
- Un ecocardiogramma (ecografia del cuore) ogni 3-5 anni per controllare come funziona il cuore e le sue valvole.
Nel caso di Ciro, questi esami non hanno mostrato cambiamenti rispetto a quelli fatti nel 2018.
Come valutare meglio il rischio residuo
Per capire se il cuore di Ciro è ancora a rischio di problemi, si possono usare esami più specifici come la scintigrafia miocardica o l'ecocardiografia da stress. Questi test aiutano a vedere se il cuore riceve abbastanza sangue durante lo sforzo.
La tomografia computerizzata coronarica (CoroTAC) e la risonanza magnetica non sono consigliate per il controllo di pazienti già con malattia coronarica accertata, perché non danno informazioni complete sulla funzione del cuore in queste situazioni.
Ottimizzazione della terapia
Per mantenere sotto controllo la malattia di Ciro, è importante:
- Controllare il colesterolo LDL, che dovrebbe essere inferiore a 55 mg/dl per pazienti ad alto rischio come lui.
- Aggiungere un farmaco chiamato ezetimibe per abbassare ulteriormente il colesterolo se necessario.
- Mantenere sotto controllo la pressione arteriosa e la glicemia, che nel suo caso sono già adeguate.
La terapia antitrombotica
Essendo Ciro un paziente con malattia cardiaca e arterie periferiche coinvolte, è considerato ad alto rischio di eventi ischemici (come infarti). Per questo motivo, oltre all'aspirina (ASA), è indicato aggiungere un secondo farmaco che aiuti a prevenire la formazione di coaguli, come il rivaroxaban a basso dosaggio.
In conclusione
Questo caso mostra quanto sia comune e importante seguire con attenzione i pazienti con malattia cardiaca cronica. Anche se non hanno sintomi evidenti, è fondamentale fare controlli regolari con esami semplici come l'ECG e l'ecocardiogramma, e utilizzare test più specifici quando necessario per valutare il rischio residuo.
La gestione ottimale include anche l'adeguamento delle terapie per il colesterolo e l'uso di farmaci antitrombotici per ridurre il rischio di nuovi eventi cardiaci. Un'attenta valutazione e un trattamento appropriato possono migliorare la qualità e la durata della vita di questi pazienti.