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Articolo per pazienti Pubblicato: 01/12/2021 Lettura: ~2 min

Sacubitril valsartan nel paziente con infarto miocardico acuto e funzione cardiaca ridotta

Fonte
Pfeffer et al DOI: 10.1056/NEJMoa2104508.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega uno studio che ha confrontato due farmaci usati per aiutare il cuore dopo un infarto. L'obiettivo è capire se uno di questi farmaci è più efficace nel prevenire problemi seri come la morte o l'insufficienza cardiaca.

Che cosa è stato studiato

Il sacubitril-valsartan è un farmaco che, in pazienti con insufficienza cardiaca, ha mostrato di ridurre il rischio di ricovero in ospedale e di morte per problemi al cuore meglio di un altro farmaco chiamato inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE-inibitore).

Tuttavia, non erano ancora disponibili informazioni chiare su come questi farmaci funzionano in persone che hanno appena avuto un infarto miocardico acuto e una riduzione della capacità del cuore di pompare il sangue (chiamata depressione della funzione ventricolare sinistra).

Come è stato condotto lo studio

Un gruppo di ricercatori ha preso in esame 5.661 pazienti con infarto e problemi al cuore come ridotta funzione del ventricolo sinistro o congestione polmonare. Questi pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:

  • 2.830 pazienti hanno ricevuto sacubitril-valsartan (due volte al giorno, 97 mg di sacubitril e 103 mg di valsartan).
  • 2.831 pazienti hanno ricevuto ramipril (un ACE-inibitore, 5 mg due volte al giorno).

Entrambi i gruppi hanno continuato anche le altre cure consigliate.

Quali risultati sono stati osservati

Lo studio ha misurato quanto spesso si verificavano due eventi principali:

  • la morte per cause legate al cuore;
  • l'insufficienza cardiaca che si manifesta con sintomi o che richiede il ricovero in ospedale.

Dopo circa 22 mesi di osservazione, i risultati sono stati:

  • Nel gruppo sacubitril-valsartan, l'evento principale si è verificato nell'11,9% dei pazienti.
  • Nel gruppo ramipril, l'evento si è verificato nel 13,2% dei pazienti.

Questa differenza non è stata considerata statisticamente significativa, cioè non si può affermare con sicurezza che un farmaco sia migliore dell'altro in questo caso.

Altri dati simili riguardanti la morte per cause cardiovascolari o per qualsiasi causa hanno mostrato differenze lievi ma non definitive.

Effetti collaterali e interruzioni del trattamento

Il trattamento è stato interrotto a causa di effetti indesiderati in una percentuale simile di pazienti nei due gruppi:

  • 12,6% nel gruppo sacubitril-valsartan;
  • 13,4% nel gruppo ramipril.

In conclusione

In pazienti che hanno avuto un infarto miocardico acuto con ridotta funzione cardiaca, il sacubitril-valsartan non ha mostrato di ridurre in modo significativo il rischio di morte o insufficienza cardiaca rispetto al ramipril. Entrambi i farmaci hanno avuto un profilo di sicurezza simile.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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