Che cos'è lo studio PREPARE-IT?
Lo studio PREPARE-IT ha esaminato se l'uso di icosapentil etile (IPE), un farmaco, potesse aiutare a ridurre la gravità del COVID-19 in pazienti che avevano contratto il virus SARS-CoV-2 ma non erano ancora stati ricoverati in ospedale.
Come è stato condotto lo studio?
- I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale (randomizzati): uno ha ricevuto IPE e l'altro un placebo, cioè una sostanza senza effetto attivo.
- La dose di IPE era di 4 grammi due volte al giorno per i primi 3 giorni, poi 2 grammi due volte al giorno dal giorno 4 al giorno 28.
- Il numero di partecipanti era di circa 1.000 per gruppo.
- Il periodo di osservazione è durato 28 giorni.
Quali risultati sono stati osservati?
- La percentuale di pazienti che sono stati ricoverati in ospedale per COVID-19 è stata simile nei due gruppi: 11,2% con IPE e 13,7% con placebo.
- Non ci sono state differenze significative nella mortalità, cioè nel numero di pazienti deceduti, o nella necessità di ventilazione meccanica, che è un supporto per la respirazione.
- Anche altri eventi gravi come infarto o ictus non sono risultati diversi tra i due gruppi.
Cosa significa tutto questo?
Questi risultati indicano che l'uso di icosapentil etile non ha dimostrato di essere efficace nel ridurre le ospedalizzazioni o la mortalità legata al COVID-19 in pazienti non ricoverati.
In conclusione
Lo studio PREPARE-IT ha mostrato che icosapentil etile non è un trattamento utile per prevenire la gravità del COVID-19 in pazienti non ospedalizzati. Questo aiuta a orientare le scelte terapeutiche verso opzioni più efficaci.